Sul San Liberatore interviene il Comitato Difesa Ospedale: quella petizione non è campanilismo

Sulla polemica scaturita dai numerosi appelli e petizione inerente il destino dell’Ospedale San Liberatore di Atri, interviene il Comitato Difesa Ospedale il cui presidente Mario Marchese scrive: intendo anche io come COMITATO esprimere alcune considerazioni sulle prospettive dell’Ospedale S. Liberatore di Atri, ho ascoltato, a far data 15 c.m., su “La Voce di Atri”, una sua intervista fatta a Lei Sindaco, intorno ad una “petizione” indetta da qualcuno (Lei non lo ha menzionato, anzi ha affermato che era senza firma), e lamentando che  lo scrivente, non ha nemmeno avuto il coraggio di firmarsi, pur richiedendo sul social consensi e firme alla petizione.

Non lo conoscevo, non lo avevo letta, e mi sono affrettato di cercarla per poi averla (senza firma) e mi sono fatto una IDEA di merito ed in merito al contenuto.

Infatti il TONO della sua intervista, asserviva come “LESA MAESTA’” quella petizione, lo ha definito “campanilistica” in modo greve. Accompagnandolo in senso dispregiativo, e che non dobbiamo lamentarci se poi ci dicono che siamo “campanilisti noi atriani (sic!)”.  E cosa dovremmo essere per il nostro Ospedale? Menefreghisti? No, no di certo Egregio Sindaco, almeno per questo Comitato e pochi altri in città.

                              “E, che la petizione era un atto di inciviltà;”

                              “Atto che ci riporta indietro, al Medioevo (esagerato) etc. etc.”

 

Leggendola, Egregio Signor Sindaco, che tutto questo “allarme” di “lesa maestà” o di “inciviltà, non l’ho letto, non riesco a leggervi. Forse l’estensore appare “preoccupato” e cerca di mettere le “mani avanti”, anzi chiede a Lei Sindaco di mettersi anche la “mano di dietro”, stante che non appare, ne è scritto, né è stato detto a livello regionale da : Presidente Marsilio, Assessore  alla Sanità dr N.Verì, dalla Giunta Regionale, NULLA di nulla, a garanzia di un ritorno “quo-ante” del S. Liberatore di Atri, rispetto alla situazione oggi esistente, cioè di essere stato, allora, individuato e reso poi, Ospedale COVID19, nella sua interezza, nella sua completa struttura. Bloccando di fatto, ogni attività rutinaria e concreta  normalmente svolta da questo Ospedale verso un‘ AREA VASTA di interessi, quasi, 150-200 mila ab. E d’Estate anche 1 milione. Blocco che ha interessato atti programmati, di routine, di urgenza, di controllo diagnostico e clinico e strumentale, compreso di Pronto Soccorso e di interventi per acuti e per cronici. Nulla di nulla, MORTO per il territorio e per gli atriani. Una immensa struttura di UO di Isolamento da COVID19, e nemmeno utile per eventuali altre patologie infettive, solo il COVID19, che so, stante il periodo anche una possibile epidemia di Meningiti, da meningococco, come appare in tante altre occasioni. In merito, cosa si fa? Si farebbe? Andare a Teramo? Con quali rischi?

Ed allora, come si fa a non preoccuparsi, stante che le attività degli Ospedali vengono ancora misurati per prestazioni espresse nell’anno solare? Cioè per il 2020? Dalla Regione? Il riferimento, a questo punto, è completamente saltato. E chi lo riconosce tutto questo?

Infatti, gli impegni lo ha preso (e nemmeno tanti) il Direttore Generale Di Giosia e la dr Maria Mattucci Direttrice sanitaria, dell’ASL teramana, e ritengo anche affermare in quei giorni di decisione avvenuta, dal Presidente,  Sindaco di Teramo, del Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, dr. D’Alberto, già Sindaco di Teramo. Non mi sembra che l’abbia preso per Teramo questo impegno, anzi, si è lamentato eccessivamente nel momento in cui ci sono state scelte di riattivare l’ex sede del Dispensario, o del Psichiatrico, adducendo problematiche diverse, e, non l’ho mai sentito invece proporre altri Ospedali, se non quello di Atri. Di grazia? Perchè, Egregio Sindaco? Non lo ha preso per Teramo tali impegni, nemmeno per Giulianova (di cui affermerò ancora una volta mie proposte allora poste, prima di decidere, ma apparse inascoltate da tutti, ed anche da Lei, nonché dai partiti politici di Atri, posti in assenza a questa decisione, almeno credo, e nemmeno, tanto meno per S. Omero).

 

Ma fu DECISO per Atri, senza alcun impegno dell’Ass.re VERI’, o del Presidente Marsilio, i quali si affrettarono subito ad affermare, a precisare, in ripetute occasioni e sedi ed interviste, che la decisione di individuare gli Ospedali, o strutture, erano e sono state demandate ai Direttori Generali delle ASL, dando, così, ovviamente ragione alle mie allora RIMOSTRANZE, come COMITATO, che con lettere del: 13-Marzo-2020, e ripreso poi con quella del 20-Marzo-2020 e del 24-Marzo-2020, contestavo questa fretta e scelta, per  il MANCATO coinvolgimento degli atriani, delle sue forze rappresentative, almeno civiche, se non di opinioni o delle OO.SS di Presidio. Tanto è che , nemmeno Lei, SINDACO, ne sapeva qualcosa, e trasalì, sorpreso, quando in una intervista subito dopo la decisione, il sapere di questa scelta, a “la Voce di Atri”, proprio davanti all’Ospedale di Atri, diretto da Marino Spada, sostenne che fu proprio “UN FULMINE A CIEL SERENO” che le era caduto sulla testa. Dimostrando di fatto, palesemente, che forse se ne era parlato, nel Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, ma che Lei, davanti a Lei, NON si era deciso nulla, alcun che per Atri, e nemmeno aveva posto Lei alternative da percorrere a difesa di Atri, o in alternativa eventualmente ad Atri.

Qualcuno, o alcuni imposero la decisione per Atri. Ci furono  dichiarazioni roboanti di leghisti del territorio, certo Di Matteo, che poneva Atri, a seguito di questa disponibilità, “creditrice verso l’ASL, e verso la Regione Abruzzo,  quanto tutto sarà finito, terminato, scomparso il COVID19 nel territorio” (Si legge così, anche così, le ultime dichiarazioni di Di Gianvittorio della Lega verso l’Ospedale di Atri-18-4-2020).

 

Forse Lei Sindaco pensava, 1 mese, al massimo 2 mesi. Ma qui, se tutto va bene, potrebbe essere Agosto Settembre, che si riprenda e gradualmente le attività normali del Presidio ed il relativo arretrato. E nel frattempo che si fa? Cosa fanno i 150-200 mila pazienti che frequentavano Atri, i cosiddetti campanilisti atriani? Dei Comuni dell’Area Vasta, circa 12 Comuni? Sulle normali patologie che li affliggono, croniche ed acute? Da controllare, incipienti, questi CITTADINI dove andranno, dove vanno? Dove debbono andare? Lei sa indicarglieli? Li raccomanda Lei? 10 giorni si, un mese anche, due ancora, ma tre, quattro, se non 5 o sei, diventa una tragedia per i tanti cronici, ed acuti al momento, che si possono manifestare. Non crede Signor Sindaco che ci sia questa possibile realtà in essere o in agguato ad Atri e nel territorio? Io credo di si, stando nel campo, Le dico che la situazione in merito sta per esplodere.

Oppure ci sono i privilegiati che vanno in altre strutture per raccomandazione (vedi Ospedali,vedi soprattutto cliniche private, ed a pagamento anche, che se non lo sa , proliferano nella zona, nel territorio, pronti a beccarsi la loro fetta di affari per il Coronavirus19, ed il Covid19 ad Atri. O, come si dice raccomandarsi a destra ed a sinistra per assolvere  anche a piccoli  e grandi problemi diagnostici o di salute che sicuramente non mancano in questa nostra realtà).

 

Posto anche, che abbiamo una società di anziani, quale è quella atriana ed italiana, e del territorio di riferimento dell’Ospedale atriano, o non lo sa tutto questo, si informi, si informi, si informi Signor Sindaco.

Territorio, Egregio Signor Sindaco, che non è solo ATRI, come ha inteso lei nella sua “piccata” reazione, del nostro “campanile”, ma un’area vasta di 100-150 mila ab., ed in Estate ripeto, anche di 1 milione. E, questa Estate (speriamo) tutti i turisti dove andranno? A Giulianova? A Teramo? A Pescara? Non si rende sicuramente conto di tutto questo casino, esigenza, rischi. Basti pensare che se un “dializzato” vuole venire in vacanza a Pineto, Roseto, Silvi, o altro Comuni, si informa prima se c’è un per lui “dedicato” un rene artificiale per la dialisi, cosa a cui ottemperava Atri. Ma oggi? Quindi capirà il Casino in cui siamo. Altro che “campanilisti atriani”, ritorno al “Medioevo”, “incivili”.

 

E’ stato, quello, un “segno di allarme” , invece, che probabilmente incomincia a serpeggiare nel territorio, cosa già da me, da questo COMITATO, espresso con le due lettere di cui sopra, ovviamente “cestinate”, stante la vostra sicurezza di poter decidere su tutto, e per tutti. E stante a qualche suo “tifoso locale”, Lei Signor Sindaco, ha già la soluzione per la Fase 2, ed anche la Fase 3, sic!! Già!!! Se fosse così semplice, sarei tranquillo. Sa, vorrei sapere, parlarci, ma si schiva, come se a chiederle contatto sia un NON cittadino atriano, un qualcuno che non ha vissuto l’esperienza di Sindaco, e non sappia cosa sia un Ospedale (stante per sua informazione, che in Atri vi ho lavorato per 40 anni come Tsrm, impegnandomi in esso come sindacalista, in tempi eroici per la CGIL e da  Consigliere Comunale Comunista, per 35 anni, nel PCI, e poi in altri partiti, e sempre in aree di interesse sanitario, e sua programmazione, anche ad alti livelli regionali, oltre che provinciali, sia nel PCI, che in Rifondazione che nei Comunisti Italiani.

Ma a Lei, questo NON significa nulla. Già!! E’ per questo che la ritengo una: “Presunzione la sua”, mi permetta la sincerità, direi anche legittima, giacché, nessuno mai nasce “imparato”, ma lei, guarda un poco SI !!

Ecco perché la giusta preoccupazione  dell’Avv. Roberto Prosperi, che è legittima, perché Lei, quella scelta del COVID19, lo ha subito, non l’ha fatta ascoltando e valutando “il correre e lo scappare”, come hanno fatto i suoi colleghi Sindaci di Teramo, di Giulianova, di S. Omero, di Penne, etc.

Ma, non si era dotato di una Commissione Sanità, con pieno di esperti? A livello consigliare? Ebbene? E’ stato convocato per  darle qualche consiglio in merito e di merito? No, non credo affatto, almeno da informazioni assunte, poi, non saprei…se, sotto, sotto, è comunque avvenuto.

Infatti, io proponevo, nella mia prima lettera del 16 Marzo indirizzata a LEI, signor Sindaco ed altri, direi a tutti, di utilizzare “l’ALA  EST del Presidio di Giulianova”, già isolato di per se, ovviamente togliendo quello che vi era li espresso, e lo stesso  Ospedale poter poi continuare, a scappamento ridotto si, al proprio lavoro, e la differenza operativa, sicuramente poteva essere colmata dall’attività del Presidio Ospedaliero di Atri, cosa che non può, e non è stato all’incontrario, chiudendo completamente Atri.

Gli atriani e quelli del territorio, dove sono andati? Hanno rinunciato? Si è reso conto o meno di questo processo? Io credo di no !!

 

Lei ha subito quella scelta. Quindi il blocco di attività di Atri, non è stato colmato da altri, ed incominciano a risentirsi le conseguenze, individuali e di massa per Atri, e per il territorio dell’AREA VASTA, che se non lo sa, sta sempre li, non sono mica scomparsi i cittadini e le loro esigenze quotidiane, anche se contratte nelle loro pretese. E, dico questo anche, che, alla mia proposta di utilizzare l’ALA EST di Giulianova, coadiuvata anche da Di Giosia, Direttore Generale in una seconda necessità (o battuta), insorsero, bontà loro, e subito anche (si difendono subito questi, d’accordo partiti e sindacati) insorse la OOSS Medica – CIMO.

             Ha capito Signor Sindaco il giochetto? Ed allora, ritornando a bomba, le chiedo:

 

-il Presidente Marsilio, quali impegni ha preso verso Atri,  dopo il Covid19?

-l’Assessore alla Sanità Nicoletta VERI’, quale impegno ha preso per il S. Liberatore, per dopo

 l’emergenza, con Lei , Signor Sindaco?

-La Giunta Regionale, quale impegno ha preso per Atri, per questo palese sacrificio, per se, e la sua gente?

-Il Direttore Generale Di Giosia, quale impegno ha preso verso Atri, assieme alla dr M. Mattucci?

-Il Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, già Sindaco, il dr D’Alberto, quale

 impegno ha preso per Atri, visto come sparava  addosso, in questi giorni, proprio contro la Mattucci che

 operava nel suo castello atriano?

 

Da quello che ne so, ho letto, ascoltato in interviste video e di stampa, direi: “NULLA di NULLA”, anzi tutt’altro ho ascoltato, ascoltiamo, e leggiamo, e sentiamo, a parte alcuni proclami di consiglieri leghisti, che sicuramente troveranno il tempo che troveranno. Comunque, anche su questo, oltre al ripristino della situazione “Quo-ante”, ad Atri, competerebbe il ripristino di altre situazioni che provvederò in appresso ad elencargliele Signor Sindaco, a mò di memoria, per uno che ha collaborato, con il proprio lavoro, la sua attività sindacale, di politico, ed in istituzioni anche, a rendere quell’Ospedale così come è stato vantato per anni nel territorio, in Abruzzo, ed anche in Italia.

 

INTANTO, da quello che sento, arrivano sempre a proposito queste cioè,  di proposte di PARTITI LOCALI (si son ben guardati di  dire la propria  e sostenere poi le mie proposte per Giulianova, già!!). Cioè, proposte per trovare soluzioni e riattivare così, dicono, IN PARTE, le sue normali attività di: Diagnostica strumentale, di analisi, di donazioni, di piccoli interventi e grandi interventi, di urgenza e di programmazione, di Pronto Soccorso, e..e..e.  di monitoraggio periodico di malati cronici, diabetici, urologici, artrosici, per non parlare poi di tutta la gamma delle visite specialistiche ambulatoriali.

Probabilmente, chi fa queste proposte, non sanno, non conoscono l’Ospedale atriano come è fatto, come è dislocato nelle sue varie sfaccettature di servizi, UUOO Semplici e Complesse. Non so, dico la Cardiologia dove si trova? La Radiologia dov’è? Struttura vitale per i malati di COVID19, come il pane, per i Rx Torace e le TAC, lo sanno dove si trova? Ed una volta inquinati, lo sanno che non possono più essere toccati? Apparecchi elettromedicali e diagnostici per le attività normali.

Il Laboratorio d’analisi, lo sanno dove si trova? A metà, già, la dove si trovano le CUCINE, direi per tutti i reparti, e poi, come si fa a farli andare avanti ed indietro i vari carrelli, con quelli che vanno da altra parte per i malati normali? E le Sale Operatorie (ce ne sono 8), che sono attigue anche alla Rianimazione, anch’essa necessaria sia alla Sala Operatoria in caso di necessità, che all’attività COVID19, ed il personale, è promiscuo? Sarà promiscuo?  Ed il via, vai , di gente, tra il CUP, Pronto Soccorso, e reparti riattivati, nessun pericolo? Io non credo. Se oggi non abbiamo avuto l’esplosione in Atri, e con esso per la città, forse lo si deve, che l’Ospedale TUTTO è stato chiuso a qualsiasi astante o prestazione, e se fosse stato promiscuo nella sua attività, avremmo avuto Atri, sicuramente “ZONA ROSSA”. Credo che di questo meccanismo, Signor Sindaco, si sia reso abbondantemente reso conto. Sarebbe oggi, con questa ibrida soluzione, un possibile “INQUINAMENTO VIRALE PAZZESCO. Da evitare al massimo.

 

Teramo insegna, Egregio Sindaco. E, allora cosa oggi bisogna fare, stante che ormai “bussano” esigenze normali nella popolazione (dopo il tifo fatto a Lei per aver ottemperato a quello che volevano altri Sindaci del territorio dell’ASL, aventi Ospedali ivi presenti? Cioè: Campanilisti anche loro?), urgono altre  soluzioni e proposte, almeno secondo il sottoscritto, poi fatene quello che volete, tanto siete voi gli attori indiscussi ed indiscutibili, anche in queste emergenze.

 

Ed è per questo che Le voglio fare una INTERESSANTE proposta Sindaco, (spero non lo cestini senza prima analizzarla  con chi ne sa più di me sic!!) , cioè quello di utilizzare la sede dei Padiglioni del RICCICONTI, la dove c’è il San-Stefar, per il COVID19, (Forse l’avreste già dovuto pensare prima, ma non si è voluto sentire con nessuno e così le è caduto come un “fulmine a ciel sereno” la decisione degli altri Sindaci (è così?? Oppure no?).

La proposta ha spazi sufficienti, stanze ampie, corridoi ampi, soleggiato, all’aria aperta, posta con due Piani, uno a raso, direi sufficiente per  70-100 posti, e se non basta, c’è il Piano superiore. Un ampio parco di discrezione e di manovra, per mezzi ed attività collaterali al COVID19. Per le Cucine, possono funzionare, per i pasti, quello dell’Ospedale del S. Liberatore. L’Ospedale e lì vicino, per molte esigenze, di personale, di interventi qualsiasi. In quelle stanze si possono applicare impianti di ossigeno, facilmente, con serbatoi posti al di fuori in  termini mobili, per le terapie intensive etc. etc. così, anche per le attività di diagnostica strumentale, per una sala Radiologica e Tac, ci sono per questo strutture mobili adatti allo scopo, come hanno ampiamente dimostrato  gli Ospedali da Campo attrezzati in 4 e 4  uguale a 8, in Lombardia ed in Veneto. Oppure non vi risulta tutto questo? Il tutto, senza tanti soldi, senza costruire un bel niente, qualche camion, qualche  cisterna per l’ossigeno-azoto, un paio di apparecchi radiologici fissi e due portatili, ed una Tac mobile, oltre, ovviamente a degli respiratori per il monitoraggio controllato per gli eventuali intubati, e respiratori per ossigeno terapia. Qualche apparecchio di Cardiologia e di Ecografia, per Eco polmonari e vari,  lettini, ed ecco tutto organizzato, basterebbe poco, e ve lo portano di sana pianta, in 24 ore. Altro che!!! Dico spendere milioni e milioni come a Pescara.  Il personale, ovviamente è dedicato, e nel frattempo:

 

SANIFICARE TUTTO IL “SAN LIBERATORE”, DI DENTRO ED ANCHE DI FUORI, CHE E’ STATO LASCIATO LETTERALMENTE TRAFFICABILE DI GIORNO E DI NOTTE IN QUESTI DUE MESI, DIREI COLPEVOLMENTE”.

 

E così riattivare, poi, le varie attività, piano piano, con organizzazione, quelle sospese, compreso il regime di ricovero di malati geriatrici, di Medicina, oltre di quelle chirurgiche: Chirurgia Generale, Ortopedia Generale, Urologia, Oculistica, oltre le attività ambulatoriali e di servizi, quali: Il Laboratorio analisi, il Centro Trasfusionale nella sua completezza, la Cardiologia, la Pediatria, la Radiologia, la Gastroenterologia, l’Oculistica ambulatoriale, l’Orl ambulatoriale, oltre tutte le attività ambulatoriali di controllo e di visite specialistiche Ostetriche-Ginecologiche, di Dialisi, di Pronto Soccorso, e quant’altro non sono riuscito ad elencare, compreso le prestazioni di Dialisi, di Fibrocistica, di Odontoiatria.

Direi, che per fare questo ci vuole direi, meno di un mese, E’ UNA IDEA MALVAGIA TUTTO QUESTO?

Ed intanto sull’Ospedale, nella città Atri e del territorio dei campanilisti atriani, su cui è gravato e grava questi rischi e questi palesi disagi, la Regione, il Presidente Marsilio, l’Assessore alla Sanità N. Verì, il Direttore Generale dell’ASL Di Giosia, e la Direttrice Sanitaria Maria Mattucci, debbono dare risposte già da oggi, e cioè:

1)-Sanificare l’Ospedale S, Liberatore da capo a fondo con ditte specializzate allo scopo;

2)-Ripristinare tutte le UUOS e Dipartimentali e Complesse quo ante il Covid19: Medicina Generale,

geriatria, Pediatria ed attivita di Fisiopatologia Respiratoria;

3)-Riattivare l’attività chirurgica di: Chirurgia Gen.,Ortopedia Gen., Oculistica, Urologia e della UUOD di

Gastroenterologia;

4)-Riattivare  una UUOD di Maxillo facciale e di Orl, posto su di un stesso piano presso la Oculistica o un

piano lasciato libero dallo sfascio delle gestioni politiche  della Regione precedente/i.

5)-Riattivare la UUOD di Ostetricia e Ginecologia, attività chirurgica per il momento, aperto al ripristino con

il tempo, alla riapertura del Punto Nascita;

6)-Riattivare la riapertura della Medicina Nucleare, stante che è l’unica a norma, delle due esistenti

nell’ASL, Atri e Teramo, con annesso Rya, recentemente chiuso, anche questo (unica struttura a norma

    di Medicina Nucleare nell’ambito dell’ASL e non solo di questa);

7)-la immediata dotazione di una Risonanza Magnetica Nucleare promessa da oltre 20 anni (ero Sindaco

allora nel 2001) ma mai acquista per Atri (forse si volevano favorire i privati del territorio? Da 4,5 Tesla, a

campo Aperto (meglio).

8)-Riattivare l’UTIC, con ulteriore personale dedicato (oggi c’è lo sblocco per le assunzioni, allora

    colpevolmente bloccati dalle gestioni di Del Turco, Chiodi, D’Alfonso-Paolucci e dai Governi di centro

    sinistra).  Ed intanto, era l’unica delle ex TRE, esistenti allora, che era a NORMA, nella sua struttura, ed

organizzazione, ed apparecchiature di monitoraggio, e diagnostiche, e fu l’UNICA ad essere chiusa, per

volontà politiche Teramo centriche, allora, o Giulianova centriche, che poi è la stesa cosa, c’è, come

sempre c’è  stata:  un asse Teramo Giulianova, politicamente corretto, a danno, ovviamente di Atri,

salvaguardando S. Omero, come realtà della Vibrata, tutta orientata  di parte politica, e quindi intoccabile.

Atri, invece, doveva pagare. Cosa poi? Non so, non saprei il perché.

 

Questa riattivazione E’ posta come scelta strategica, da togliere a Giulianova, che non risponde a questa necessità, stante che è ad appena 4 minuti da Teramo, la dove esiste un’altra UTIC, c’è l’EMODINAMICA, ed un reparto di Cardiochirurgia, quindi ha piena assistenza il territorio, e nei tempi di urgenza cosiddetta cardiologica per  assistere e salvare un possibile infartuato, ciò che non è possibile per i cittadini posti nell’area costiera anzidetta, i Comuni della vallata Fino, e della vallata Vomano. E’ qui, sta qui la esigenza di una UTIC ad Atri, con relativi interventi di applicazioni di pace-marker e quant’altro necessario al settore cardiologico, dei malati cardiologici. Non per questo, allora, nel 1999, ebbi a sostenerne la necessità, con un’assemblea fatta in Sala Consigliare, davanti ad autorità, al Direttore Generale ASL di Teramo, e soprattutto l’Assessore alla Sanità Del Colle, che promise e poi fece, di finanziare con 4 miliardi di lire, la costruzione dell’ UTIC ad Atri, che fu poi inaugurato, dopo ulteriori mie spinte nel 2002 (non ero più Sindaco allora), stante che aveva anche il Primario Ciampini e l’organico medico ed infermieristico (molti nell’Ospedale atriano, non salutarono positivamente questa istituzione, se ben ricordo), ma avvenne e con somma soddisfazione di tantissimi, dando, di per se, sicurezza ai Comuni anzidetti, oltre che sfogo ad aree di interesse del pescarese e del chietino, diciamo un bacino di 170-200 mila persone.

 

Tutte queste realizzazioni, anche nel tempo, programmate nel tempo, determinerebbe un forte aiuto all’ASL di Teramo, all’ASL di Pescara, all’ASL di Chieti, in una visione generale della sanità regionale, e non chiusa solo nell’ambito di quella propria, così, come si prospetterebbe anche per il Punto Nascita, per l’UTIC, ed altre questioni di interesse dei cittadini, ovviamente  di interesse pubblico, perché, il privato, deve  da solo sovvenzionarsi, non con “convenzioni con il pubblico”, ed a danno  della sanità Pubblica, così come questa esperienza del Covid19 ha ampiamente  ancora dimostrato, l’assenza (direi anche gli affari indotti) da parte del privato, come sempre (basta vedere quali incrementi di spesa e di introiti hanno avuto in questi mesi per rendersene conto).

 

Ecco, alcune questioni che mi sentivo di dire, di proporre, per salvaguardare e dare il giusto merito al nostro Presidio Ospedaliero, che anche in questa occasione, come la sua COMUNITA’, e territorio ha saputo rispondere alla domanda di salute, quella vera, come sempre, a differenza di altri, e con il sacrificio di centinaia di operatori sanitari e non: “Medici, Infermieri,Tecnici di Radiologia e di Laboratorio, OSS, Operai, amministrativi, comunque esposti al contatto”.

Inoltre, mi va di riprendere argomenti a me cari, nell’area del territorio atriano, e di competenze dell’ASL, il controllo e la tutela di alcune realtà, quali:

-Casa di Riposo S. Rita di Atri;

-RSA di Villa S. Romualdo-Castilenti;

-Casa di Riabilitazione di S. Agnese di Scerne.

 

Cose queste, con controlli già segnalati, ma si è sempre risposto, anche sui social, che: “ non erano di competenza di questo Comune”.  Bontà loro !!. Ovviamente, ma sta nell’ambito dell’ASL, o dell’ASP n°2, che vedono competenti e responsabili elementi nominati da questo Comune, oltre che stare nell’ambito dell’ASL di Teramo nel quale abbiamo il nostro Signor Sindaco Componente il Comitato Ristretto dei Sindaci della stessa ASL, oppure non è così??

Qualcuno ha voluto affermare (sic!), che “l’Unità di crisi”,  ha fatto quella  scelta, essa è una parola magica, di competenze, e che invece avrebbe potuto fare una scelta diversa rispetto a quella fatta, ed in esso valutarne altre nell’ambito dell’ASL di Teramo, che mancano proprio, e mi riferisco a:

-Il Presidente della Regione Abruzzo, dr M. Marsilio;

-l’Assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, dr Nicoletta VERI’;

-Il Direttore Sanitario dell’ASL di Teramo, Maria Mattucci;

-il Direttore Generale dell’ASL di Teramo dr Di Giosia;

-Senza dire , ulteriormente, che il Sindaco, è anche il responsabile  sanitario locale, del territorio

 Comunale;

-il Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, ove Lei Signor Sindaco ricopre un ruolo di

 COMPONENTE non di secondo piano, ritengo, essendolo stato anche io, durante il mio mandato di

Sindaco, ed ebbi ad oppormi, ed anche con energia allora, direi contro l’assemblea dei Sindaci del DS

dell’ASL di Teramo, nel quale, fui anche minacciato, con la volgare  affermazione che loro mi avevano

eletto a quel ruolo, e che quindi dovevo fare quello che decidevano loro in merito alle politiche dell’ASL

teramana. Ma non cedetti, anche d’accordo con l’allora Direttore Generale,  ed andai avanti così,non

cedendo  alla volontà  che alcuni, allora Sindaci del Ds, volevano toglierci il Distretto SS in Atri, e che

avevamo noi di già, ed affermai in più occasioni: “a cosa serviva costruirne un altro nuovo, quando già

 ne avevamo uno ad Atri?”.   Ma il partito della spesa era in moto, allora, e me la fecero pagare  cara anche

quella scelta di responsabilità, non accettando la mia  riproposizione come Sindaco nel 2001, e preferirono,

invece, ma guardate un poco, proprio quello che avevano osteggiato, vituperato, attaccato, disprezzato, direi

ferocemente per 4 anni, fino alla vigilia delle elezioni del 2001 e facente parte della mia Giunta, fino alla

presentazione delle liste, tanto che, vista questa porcata, da costringermi allora, a presentarmi da solo,

ovviamente non eleggibile a Sindaco, come tale, ma lo fui come Consigliere Comunale, e rimasi li , alla

opposizione per altri 5 anni.

 

Dei miei 35 anni di attività amministrativa, da Consigliere Comunale, ben 30 sono stato alla opposizione…… La coerenza…dico…NON paga …….sempre.

 

 

Basta ed avanza tutto quanto sopra,  per parlare ancora su ciò che è avvenuto, e per sapere cosa avverrà del nostro Ospedale, e delle proposte fatte e quello da pretendere dalle parti che comandano. Penso di aver detto tutto, e, mi scuso, se vi ho introdotto delle questioni da me vissute come Sindaco, ma altre ce ne sono,  sarebbero, e non è il momento questo, direi per carità di Dio, ma sono nulla, ripeto, in rispetto al problema che viviamo oggi, “che vive anche Lei Signor Sindaco, con il COVID19”, ed a quello da risolvere per l’Ospedale di Atri, a breve giro di posta, a cui sono particolarmente legato, come tanti, come  tutti i cittadini di Atri, e del territorio dell’AREA VASTA, 15 Comuni, e 150-200 mila abitanti.

Personalmente  ho fatto prima, ma anche dopo, come oggi, delle proposte, spero possano essere quantomeno vagliate…poi, io non conto nulla e voi siete il tutto. Spero di essere stato utile. Cordiali saluti,

 

 

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