Atri, oggi la festa della Patrona Santa Reparata senza riti religiosi e civili a causa dell’emergenza sanitaria

di Santino Verna

Delle tante feste santorali nella parte intramurale di Atri, ne sono rimaste due, S. Reparata e S. Rita. Qui non parliamo delle feste del Signore e della Madonna, ma dei Santi, i testimoni della fede che hanno personificato le beatitudini e hanno vissuto fino in fondo il Vangelo.

La festa patronale di S. Reparata, risalente al XIV secolo, quando la vergine e martire di Cesarea divenne protettrice della città, è un po’ meno sentita di quella di S. Rita. Ma la Santa degli impossibili, conosciuta in tutto il mondo cattolico, ha una venerazione straordinaria. A Roma, quasi ogni chiesa, all’ingresso o in altro luogo, ha la statua o il quadro di S. Rita. L’immagine di S. Reparata è un po’ un ago nel pagliaio.

Per la collocazione calendariale, S. Reparata non ha la novena, ma il triduo, venerdì, sabato e domenica IIa di Pasqua, “in albis”. Prima del Concilio Vaticano II si diceva, prima domenica dopo Pasqua, oggi tutto il tempo pasquale è considerato, liturgicamente, come l’unico grande giorno della Resurrezione che va dalla domenica di Pasqua fino al suo compimento, la solennità di Pentecoste. Si chiama “in albis”, non per il colore dei paramenti del sacerdote, ma per la veste bianca indossata dai nuovi battezzati la notte di Pasqua, e portata per tutti i giorni dell’ottava, nel corso delle celebrazioni mistagogiche (=conduzione al mistero). La veste veniva deposta in questa domenica e i neofiti riprendevano l’abito normale per tornare alla vita lavorativa e quotidiana.

La festa di S. Reparata, si tiene tuttora nella Cattedrale di S. Maria Assunta, anche se la protettrice di Atri è eponima della Chiesa annessa al Duomo, autonoma dalla Cattedrale, utilizzata come aula liturgica per celebrazioni feriali, per avere un ambiente più raccolto. Per tanti anni, dopo la riapertura della Cattedrale dopo i restauri (1954-64) S. Reparata divenne custodia eucaristica del Duomo e per questo il sacerdote o il diacono, quando andava a prelevare e a riporre il Santissimo, indossava sulla casula o sulla dalmatica, il velo omerale, perché era il trasferimento era da una chiesa all’altra, anche se con passaggio interno.

Il giorno della festa è il lunedì, giorno in cui sono possibili celebrazioni santorali, perché nella settimana dopo Pasqua, non si possono festeggiare i Santi. In Cattedrale ci sono le Sante Messe d’orario, con la partecipazione delle varie comunità parrocchiali cittadine, e la conclusione della solennità sono i Secondi Vespri, con l’Eucarestia presieduta dal Vescovo diocesano. Quando non è potuto intervenire il Vescovo di Teramo-Atri è stato invitato un altro Vescovo, della CEAM, la regione pastorale (una volta si diceva “conciliare”), comprendente dal 1976 l’Abruzzo e il Molise. In precedenza la regione comprendeva solo l’Abruzzo con la diocesi di Trivento (il territorio comprendeva paesi dell’Alto Vastese, e due comuni dell’Aquilano), mentre il Molise era parte sotto Napoli e parte sotto Benevento.

Con il Vescovo concelebrano i Canonici della Concattedrale e i Parroci della Forania. Per alcuni anni è stato l’unico appuntamento solenne dove queste due compagini si incontravano sotto la volta degli evangelisti del Delitio. Il servizio liturgico è prestato dai ministranti della Cattedrale, il piccolo clero guidato dai responsabili adulti. La liturgia è animata dalla corale “Don Giovanni D’Onofrio”, cappella musicale del Duomo. In precedenza era la corale “San Francesco” a prestare il servizio del canto. Con il passaggio all’altra riva degli storici cantori e con l’età non più giovanissima degli stessi, l’indimenticabile Don Giovanni volle rimpolpare la schola. S. Reparata era uno dei tre appuntamenti annuali del coro in Cattedrale per l’animazione della S. Messa, gli altri due erano e sono, la solennità dell’Immacolata Concezione e l’ultimo giorno dell’anno civile. Non inseriamo la liturgia del Venerdì Santo, perché non è una Messa, ma la celebrazione della Passione del Signore.

La S. Messa è seguita dalla processione, per le vie di Atri, con la reliquia della Santa. L’attenzione va principalmente verso il busto argenteo (XVII sec.) custodito nel Museo Capitolare, esposto soltanto per il triduo e la solennità patronale. La processione compie il “giro lungo”, percorrendo tutti i quattro storici rioni del centro, con sosta al Monastero di S. Chiara, per consentire la partecipazione, per pochi istanti, alle Clarisse. Per l’occasione viene aperto il portale maggiore della Chiesa e, con discrezione, le Damianite si uniscono alla preghiera di Clero e Popolo. Poiché la festa è sempre di lunedì, questo consente la partecipazione dei Parroci provenienti da tutte le comunità della forania, ovvero dei comuni di Atri, Pineto e Silvi. Questo diventava difficile al Corpus Domini, quando la processione era compiuta nella domenica dopo il vero giorno della festa, il Giovedì dopo la Ia domenica dopo Pentecoste.

La festa di S. Reparata è nel cuore di tutti gli atriani, e tutti sono felici di godere di alcuni giorni di festa appena dopo Pasqua, con uno sgargiante programma religioso affiancato da quello ricreativo con l’organizzazione del dinamico comitato.

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