Emergenza Coronavirus, i sindacati del san Liberatore” esprimono l’umana preoccupazione e chiedono personale adeguato”

In una nota inviata  dalle organizzazioni sindacali FP CGIL  i componenti Rsu e Rsl, del presidio ospedaliero di Atri al Direttore Generale della Asl di  Teramo e ai vari direttori del comparto medico e amministrativo del presidio atriano,  esprimono  tutta l’ umana preoccupazione per l’evolvere dello stato di emergenza legato alla diffusione del Virus Covid-19 data dal  rappresentare, le lavoratrici e i lavoratori del presidio ospedaliero più vicino a quello che, in questi giorni, va delineandosi come il “focolaio” del virus nella nostra provincia e lo stesso presidio che, dalle notizie che apprendiamo, sarà più di altri investito dall’accoglienza dei cittadini che saranno colpiti dal Virus. E’ quanto fanno sapere Delio Tosi  e Natale di Marco della Rsu FPCGIL e Luca Di Michele  della RLS  FPGIL del san Liberatore, i quali scrivono: alla umana preoccupazione, si aggiunge una preoccupazione professionale e tecnico-scientifica data dall’essere consapevoli che la nostra comunità di professionisti e operatori sanitari non è adeguatamente formata, informata e dotata dei necessari dispositivi di protezione individuale per affrontare, con la dovuta tranquillità la sfida che ci attende nelle prossime ore.
Sappiamo degli sforzi che ognuno di Voi-scrivono i rappresentanti dei lavoratori- sta facendo per recuperare questo ritardo e non vogliamo aggiungere le nostre voci al coro di quanti vogliono insinuare che non si sta facendo il massimo per far fronte a questa emergenza, ma crediamo che una cosa possa e debba essere fatta: recuperare un contatto diretto con il mondo dei lavoratori che va dai dirigenti medici alle lavoratrici degli appalti di pulizia, passando per infermieri, OSS, personale sanitario, tecnico ed amministrativo, del Presidio Ospedaliero di Atri: l’informazione e la formazione del personale non può essere affidato solo a dei tutorial.
Abbiamo bisogno -spiegano i sindacalisti-che dirigenti medici e professionisti specializzati in malattie infettive e sanità pubblica portino la loro conoscenza ed esperienza in ogni reparto del San Liberatore, per rendere più efficace l’azione di prevenzione e protezione al virus e, cosa più importante, per far sentire le lavoratici e i lavoratori non abbandonati a se stessi e distanti dai vertici aziendali, ma parte attiva di una comunità che è l’unica davvero in grado di proteggere e curare i cittadini.
Ribadiamo la necessità di avere DPI adeguati per qualità e quantità, vi chiediamo di
intensificare ogni sforzo, che siamo certi, state già compiendo per averli.
Chiediamo che possa esserci un incremento del personale necessario a far fronte
all’emergenza, ricorrendo a nuove assunzioni ricorrendo a misure straordinarie previste
nei DD.L. che il governo va via via emanando.

Consapevoli che la tutela e la salvaguardia del personale del Servizio Sanitario Nazionale
sia elemento imprescindibile per vincere la battaglia inedita che abbiamo di fronte, conclude la nota-siamo certi vogliate dare un tempestivo riscontro alla presente.

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