Saranno tre gli ospedali Covid-19, comunemente conosciuto come Coronavirus. L’unità di crisi che gestisce l’emergenza sanitaria nella provincia teramana,  ha individuato tre nosocomi del territorio, che in ordine saranno il San Liberatore di Atri, quello di Giulianova e infine il nosocomio della Val Vibrata. Si tratta di una decisione la cui applicazione è ormai in divenire e che comunque non comporterà, come ha detto il Sindaco Piergiorgio Ferretti, da noi sentito-alcun stravolgimento al San Liberatore. Inoltre ha aggiunto Ferretti- voglio ringraziare tutto il personale medico e non che si sta prodigando, come da tradizione della buona sanità atriana, nell’attività quotidiana senza sosta, al fine di garantire per i pazienti la buona ed efficacia applicazione delle norme e delle cure, confermandosi sempre pronti alle emergenze. Ho chiesto-prosegue il Sindaco-alla Asl, a  e al comitato, l’attivazione di tutte le misure di sicurezza , sia per il personale ospedaliero che per i pazienti, nell’esclusivo interesse della salvaguardia della salute di ogni cittadino, anche fuori dal San Liberatore.  In buona sostanza , dal momento in cui la scelta diventerà operativa, tutto il nosocomio atriano sarà di fatto sigillato, sia in termini di reparti che di personale, con rigidi protocolli che prevedono l’accoglienza di pazienti positivi al coronavirus e non in terapia intensiva.  In quest’ultimo caso i contagiati che versano in situazioni precarie , saranno trasportati al Mazzini di Teramo, riferimento della provincia per casi gravi. Con l’occasione il primo cittadini della città ducale ha riferito che il Pronto Soccorso dell’ospedale è operativo ed è stato immediatamente sanificato subito dopo il primo casi della paziente di Castiglione Messer Raimondo.

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