Regione, le opposizioni sul piede di guerra per l’ingresso in Consiglio Regionale di Gabriele Astolfi

La Legge è Legge, e vale per tutti, tranne che per quelli che l’hanno scritta! Nel nostro Paese sono solo quattro le Regioni nelle quali lo Statuto regionale prevede la figura del Sottosegretario e tra queste l’Abruzzo, oltre all’Emilia Romagna, la Lombardia e la Calabria. La norma per la nostra Regione è  disciplinata dalla Legge 51 del 30/12/2004 che prevede tra l’altro i casi di incompatibilità tra la figura del Consigliere regionale e componente della Giunta. Com’è noto la figura del sottosegretario è stata introdotta dall’ex Presidente Luciano D’Alfonso, il quale conferì l’incarico a Mario  Mazzocca nel 2015 dichiarando: “Il Sottosegretario alla presidenza della Giunta deve essere una figura dotata di una straordinaria pariteticità all’interno del governo regionale”. Dunque  un assessore a tutti gli effetti, come lo è stato Mario Mazzocca, il primo a ricoprire tale incarico e l’attuale sottosegretario Umberto D’Annuntiis, il quale ha deleghe ai Trasporti Pubblici, Mobilità, Lavori Pubblici, Infrastrutture e Difesa del Suolo. Secondo lo statuto regionale , tale incarico , onnicomprensivo delle deleghe appena ricordate, è incompatibile con quella di consigliere regionale. Aspetto che sfuggì all’allora governatore Luciano D’Alfonso il quale concesse  la nomina dimenticandosi di  depennare questo dettaglio di non poco conto. Oggi, dando una scorsa ai giornali, si apprende che le opposizioni dell’Emiciclo si preparano ad una battaglia a colpi di emendamenti, ben 700 dal Pd, per la surroga all’ordine del giorno, al punto 6, prevista in occasione del prossimo consiglio regionale del 3 Marzo, nel quale dovrebbe entrare l’ex sindaco Gabriele Astofli nell’assise regionale. Una battaglia persa in partenza, quella della minoranza, visti i numeri su cui può fare affidamento la maggioranza, sempre che sia compatta e unita sull’approvazione dell’ordine del giorno, ma che desta una riflessione all’uomo della strada. Si stracciano le vesti coloro che hanno voluto nel 2015 la figura del sottosegretario in Giunta,  ovvero gli uomini del Pd, incuranti dello statuto regionale e della norma sulla incompatibilità che vieta la riunione di entrambi gli incarichi (consigliere e assessore) per evidente convenienza politica, atteso che il partito di Mazzocca  invocava un posto nel governo, pena la caduta dello stesso.  Si grida allo scandalo, all’occupazione di poltrone e alla divisione del potere, con la nomina di Gatti alla Corte dei Conti e Di Giacinto al Zooprofilattico e l’ingresso di Astolfi in consiglio regionale. Parole che provengono da coloro che hanno diviso e condiviso ogni sorta di potere, anche il più piccolo del comune più remoto e che oggi vorrebbero far credere che l’applicazione di una norma, a suo tempo da loro violata, sia frutto di abuso del potere politico di chi governa. Una propaganda spicciola e inutile, nonché controproducente, a cui non  crede nessuno.  Quello che si appresta a fare il Consiglio Regionale nella prossima seduta del 3 Marzo è semplicemente una cosa che avrebbe dovuto fare chi ha preceduto Marsilio, ovvero il rispetto dello Statuto Regionale, l’equivalente della Costituzione, i cui articoli disciplinano il funzionamento del “Parlamento Regionale” e le cui regole vanno pedissequamente rispettate, a prescindere da chi governa e dal colore politico di appartenenza

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