Discarica, la commissaria fa ricorso con i soldi dei contribuenti. La Centorame:” è ora che Marsilio prenda in mano la situazione”

Paghereste un’euro l’amministratore della vostra azienda che rema contro gli interessi dei soci e pretende di essere pagata profumatamente?  Credo proprio di no, salvo la voglia di suicidarsi con un coltello comprato da voi, a vostre spese, e con il sangue vostro. E’ quello che sta accadendo con la storia della discarica di Santa Lucia, dove chi la rappresenta (si fa per dire ) anziché fare il bene della stessa continua imperterrita a volerne il suo male. Incassata la prima vittoria sulla battaglia della discarica , dopo il rigetto da parte degli uffici regionali  sulla proposta all’ampliamento del sito  avanzata dal  Consorzio Piomba Fino attraverso  la  sua dominus, il commissario protempore,  l’architetto Laura D’Alessandro, e’ arrivato il momento della verità. Per quanto giusta l’euforia sull’esito della vicenda, la cui fine è tutt’altro che vicina, la pratica non è affatto chiusa. La D’Alessandro non si arrende, e prepara il ricorso avverso il rigetto, al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ovviamente a spese dei contribuenti, cioè noi, atteso che il Consorzio è costituito dai comuni che ne sono parte integranti e soci dell’Ente da essa rappresentato.  Un vero e proprio paradosso, dal momento che lo stipendio che la commissaria percepisce, che a quanto ci risulta sarebbe di oltre tremila euro mensili, le viene dato sempre  da chi paga le tasse per il funzionamento del Consorzio.  Se non vuole fare gli interessi dell’azienda che rappresenta e per la quale è stata incaricata di perseguire l’obiettivo. Dopo la nomina da parte della vecchia giunta regionale, almeno si astenga dall’insistere, pagando avvocati e bolli vari per il ricorso al Tar. Invece no, continua la battaglia a nome del Consorzio contro i comuni che ne fanno parte. Un vero e proprio suicidio a nostre spese. Da qui l’appello dell’assessora all’ambiente del Comune di Atri, la paladina della battaglia contro l’ampliamento della discarica, Mimma Centorame, la quale, senza mezzi termini, si appella alle forze politiche della maggioranza regionale  affinchè rimuovano il commissario in carica del Consorzio.” E’ inverosimile– afferma la Centorame- che il Comune di Atri debba pagare un consulente legale al quale affidare l’incarico per difendersi dal ricorso presentato dalla D’Alessandro.” Cosa aspettano il Presidente Marislio e l’assessore Campitelli a cacciare la D’Alessandro e rimettere i comuni del Consorzio nel ruolo a loro deputato di membri effettivi e nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio stesso? Una domanda lecita che si pongono i cittadini dei comuni di Atri,  Arsita, Bisenti, Castiglione MR, Montefino, Pineto e Silvi i quali sono tartassati dalle imposte le cui finalità non sono certamente quelle di corrispondere un lauto stipendio a chi fa la guerra contro di loro, ma  a salvaguardarne gli interessi, iniziando dalla salute. Se la politica dorme, per inerzia o incapacità, è arrivato il momento che i cittadini dei comuni in causa si facciano sentire, protestando duramente contro la permanenza della D’Alessandro, invitandola a buttare la spugna e accomodarsi fuori dall’Ente che non rappresenta più. Il Presidente Marco Marsilio si dia una mossa e  faccia il suo dovere, lasciando da parte le belle parole, le promesse e ogni latra occasione per dire no all’ampliamento del sito. Siamo tutti bravi a salire sul carro dei vincitori di una battaglia vinta, ma non della guerra, che continua a  colpi di marca da bollo per ora al Tar e poi chissà al Consiglio di Stato, sempre e comunque a nostre spese.

 

 

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