In queste ore non c’è informazione che non ricordi la figura di Bettino Craxi a vent’anni dalla sua morte . Nessun giornale o telegiornale, radio o sito web si sottrae al ricordo, con punti di vista diversi e ricostruzioni storiche talvolta soggettive anziché oggettive, nonostante il tempo trascorso abbia accertato una verità storica che non può essere accostata solo a quella giudiziaria, troppo parziale, atteso che lo stesso leader socialista disse alla Camera dei Deputati che “il sistema dei partiti si manteneva allo stesso modo del suo, ovvero con i soldi dei privati e delle aziende” Costava tutto. La macchina burocratica con le sue spese, i suoi servizi , le sue esigenze. Costava l’attività in quanto tale , con le sue riunioni , i suoi convegni , le sue conferenze,  le sue manifestazioni. Lo stesso Craxi dirà : “che tutto questo venga irriso , fatto oggetto di demonizzazione partitica, criminalizzato, è solo un modo per alimentare una grande infamia ed una grande menzogna . Su di essa non sorgerà nessuna nuova democrazia e nessuna nuova Repubblica” I fatti hanno dato ragione all’esponente del Partito Socialista e oggi, nel 2020, ci accorgiamo che quel “sistema” non ha mai smesso di funzionare, sia pure in modo diverso. Nella nostra regione il Psi ebbe figure di primo piano, con incarichi di governo nazionale e regionale, oltre che nelle amministrazioni di molte città. Ancora oggi i socialisti, che nel frattempo hanno cambiato pelle, sono in tanti e amministrano comunità grandi e piccole.  Il nostro primo cittadino ad esempio viene da una lunga tradizione del socialismo, come alcuni amministratori e consiglieri di opposizione. Come lo sono stati Domenico Martella ed altri amministratori di lungo corso della Città Vetusta e il cui ricordo è sempre vivo, grazie anche all’intitolazione di una via al compianto socialista che per Atri fece molto, anche nella veste di presidente della comunità della Vallata del Fino. Tutto questo per sollecitare, magari inutilmente, chi non ha perso la memoria e  con gli occhi di oggi riesce a comprendere il “capro espiatorio” cui fù destinato Bettino Craxi, per nulla immune da colpe e responsabilità, ma certamente non unicamente. Faccio appello, da non socialista, allora come ora, al primo cittadino e a tutti coloro che socialisti lo sono stati e lo sono in cuor loro, magari vergognandosene pubblicamente, affinchè con una via intitolata a Bettino Craxi si ricomponga quella disfatta che ebbe luogo qualche anno fa, quando si era in procinto di intitolarne una a Enrico Berlinguer e si fece marcia indietro,  giacchè se ne voleva una per Giorgio Almirante. Sarà uno strano destino, ma una via a Craxi potrà essere la conciliazione di tutte le aspirazioni, di destra e di sinistra.

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