La Massoneria in Abruzzo, il nuovo libro di Serpentini svela l’esistenza attuale della massoneria atriana legata alla Capitale

Un libro dedicato alla Massoneria in Abruzzo, all’interno del quale lo storico e docente Elso Simone Serpentini ripercorre  i primi passi  del’organizzazione  con i “fratelli” del reggimento “Abruzzo Ultra” che costituirono la Loggia Militare di Capua, e con quegli illuminati intellettuali abruzzesi che trasferirono le idee di fratellanza nella loro regione quando vi fecero ritorno. All’interno di questo libro, edito  da Artemia Nova Editrice, scritto in collaborazione con Loris Di Giovanni,  autore di pubblicazioni sulla Massoneria a Chieti, 297 pagine,  si scorge un ruolo importante della massoneria ad Atri, all’interno di quella più vasta a a carattere provinciale della Melchiorre Delfico. Nomi illustri, come Guido Sorricchio o il Notaio Saverio Mattucci. Una loggia che non è mai cessata ad Atri, come spiega l’autore del libro, di cui vi proponiamo un passo dell’intrevista, pubblicata sull’edizione de “ la Voce ” in uscita alla fine di Gennaio: “ La massoneria atriana era legata al mondo dei carbonari e poi a quella del latifondo agricolo. Ad essa appartenevano esponenti delle più ricche ed agiate famiglie di Atri e per anni costituì quasi un mondo a sé. Ma scapitò quando la massoneria intorno agli anni ’70 del’Ottocento decise un repulisti al proprio interno, liberandosi, anche violentemente, di quanti venivano dalla carboneria o erano coinvolti in fatti i dubbia moralità. Anche oggi la massoneria atriana svolge un ruolo di rilievo, ma sempre un po’ discosta da quella ufficiale e con legami più forti con la capitale che con la provincia teramana.

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