Non leggono la mano, la curano. Sono i medici dell’Ortopedia dell’Ospedale San Liberatore di Atri, l’unico Centro  di Chirurgia della Mano in Abruzzo, attivo dal 2016 e riconosciuto a livello nazionale dalla Società Italiana del settore medico  da Giugno del 2019. Il centro atriano, al cui interno lavorano quotidianamente h 24  ben 7 medici e 12 infermieri, ha registrato  oltre settemila visite nel 2018 tra primi accessi e controlli, con 16 posti letto in reparto, 5 per la riabilitazione  e altri per il day surgery, ovvero la chirurgia di un giorno. Guidati dal neo direttore dell’unità operativa complessa, dott. Fabrizio Fascione, il Centro di riferimento regionale può contare, oltre che sullo stesso primario, anche su due ortopedici dedicati alla mano, come il dott. Carlo Verdecchia, 39 anni, figlio d’arte del compianto Giuseppe Verdecchia, a lungo primario del reparto ortopedico del San Liberatore, un master nel campo della mano  in Emilia Romagna nel 2014 e una lunga esperienza nella sanità veneta, e sul dott. Marco Passeri, pescarese e con un master alle spalle sulla chirurgia della mano conseguita all’università degli studi  di Modena e Reggio Emilia nel 2014.  Oltre il 30% degli interventi sul totale complessivo svolto dal reparto, è dedicato al trattamento di tutte le fratture delle falangi metacarpi, radio e ulna distali, trattamento di tutte le lesioni capsulolegsmetose, semplici e complesse, delle dita e del carpo, con assistenza artroscopica;  trattamento artroscopico dei gangli di polso;  trattamento delle lesioni tendine acute e croniche;  trattamento delle lesioni degenerative delle dita e del polso;  trattamento delle lesioni complesse: sutura microchirurgica/ricostruzione dei nervi, coperture cutanee con lembi locali di mano ed avambraccio, sutura microchirurgica dei vasi maggiori, innesti e trasposizioni tendine;  trattamento delle neoplasie di mano e  polso. Arrivano da tutto l’Abruzzo e anche da fuori regione i pazienti,  come dalle vicine Marche e dal Molise per sottoporsi alle cure dell’equipe medica del San Liberatore. Un centro all’avanguardia, accreditato a livello nazionale che rappresenta ormai una consolidata certezza della qualità e della bontà degli interventi, grazie ad una squadra, composta anche dagli infermieri e dal personale tutto, che garantisce un lavoro certosino e puntuale, al pari della sanità del Nord, e che non crea quella mobilità passiva alla nostra sanità il cui costo ricade nelle tasche dei contribuenti abruzzesi. Un altro fiore all’occhiello della sanità abruzzese e atriana in particolare che non era noto a tutti, specie a chi, senza ragione, continuava a recarsi in Emilia Romagna  in altre regioni  settentrionali, per curarsi o sottoporsi ad intervento chirurgico alla mano , atteso che la buona sanità, che  spesso non fa notizia, è sotto casa, o dietro l’angolo.

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