Atri, il Comune mette all’asta i suoi “gioielli” e la rete gas, per un valore stimato oltre i due milioni di euro

Ammonta a oltre un milione e mezzo di euro il patrimonio immobiliare che sarà messo in vendita nel triennio 2019-2021 dal  Comune di Atri . Terreni e abitazioni, locali commerciali e strade, tutte inserite nel piano di valorizzazione e vendita per portare ossigeno nelle casse comunali bisognose di denaro fresco.  A cominciare dall’ex  mercato coperto di Viale Risorgimento, di fronte al vecchio ingresso dell’Ospedale San Liberatore. Qui sono previste vendite degli immobili separatamente, pur ricadendo in unico foglio e particella. Nel piano delle alienazioni non è stato riportato il valore unitario al mq, ma la stima di ognuno di essi. Si parte dai 117 mila euro per quello più grande  per arrivare ai 49 mila euro per quello distinto al sub 4 del foglio 75 particella 649. Valore simile , quasi 47 mila euro per l’altra unità immobiliare adiacente e circa 70 mila euro per quella avente sub 6 della stessa particella, la 649 foglio 75.   I locali adibiti a palestra sono stati stimati per un importo di 224 mila euro, mentre in via della Repubblica 26, nell’ex carcere,  l’appartamento comprensivo del garage, è indicato a 93 mila euro circa. L’altro appartamento, allo stato grezzo e con annesso garage, sempre all’interno dell’ex carcere, ha una stima di euro 113.252,58. Andando nelle frazioni, ad esempio a Fontanelle, troviamo nel piano triennale delle vendite degli immobili da parte dell’amministrazione comunale, il Dispensario Farmaceutico, in via Meridiana il cui valore è stimato in 34 mila euro , mentre l’ufficio Postale della frazione , ubicato sempre nella stesa via , viene stimato in 51 mila euro. Non mancano le ex scuole materne tra gli immobili che la Giunta Ferretti intende mettere sul mercato, come ad esempio in centro storico della città ducale, dove la ex scuola materna Santa Chiara, così chiamata perché di fronte al Monastero, viene stimata in oltre 650 mila euro. Cifra  non pervenuta invece per la ex scuola nella contrada Comignano  al fianco della quale resta una “verifica da istruire”, come si legge nel dettaglio delle opere in vendita.  In via Mariocchi , pieno centro storico di Atri, al civico 12, ci sono ben due garage, anche questi tra le proprietà immobiliari del Comune, il cui valore di stima è pari 25.700 euro per uno e 28.700 euro per l’altro. Entrano nella vendita dei beni immobili  anche gli appartamenti della  cosiddetta “Palazzina ex dipendenti Comunali” che si trovano in via Tinozzi, a ridosso della Villa Comunale, il cui canone oggi pagato dagli occupanti è irrisorio. Per i tre piani e relativi accessori, come l’esterno comune in cui si trova anche un poco di verde e la scala condominiale, ancora non è stata fatta una vera e propria stima tanto che nell’elenco dei beni da alienare ancora non c’è alcun riferimento economico. Come per i locale dell’ex Filanda,  in via Gran Sasso, oggi gestiti da Italia Nostra di Atri, anch’essi in vendita ma senza una stima preventiva, almeno allo stato attuale. Per l’edificio ex mattatoio in via Sant’Antonio, in cui è prevista la trasformazione in Centro Raccolta Rifiuti,  con 120 mq di superfice e 250 mq esterni, il valore di stima attuale è di 98.800 euro con una previsione futura di quasi il doppio, pari a 175 mila euro.  E poi il pezzo forte , quello dal quale le casse comunali si aspettano il maggiore introito economico, ovvero la Rete Gas su tutto il territorio. Sulla cifra ancora non si sono espressi dal Palazzo Acquaviva, ma si parla di qualche milione di euro, e i pretendenti si sarebbero già fatti avanti, specie tra coloro che operano nella distribuzione del servizio in città. Segue il lungo elenco di strade nelle varie frazioni, tra cui molte in disuso, con cifre da rivedere che variano dai 4 mila euro in su, ma comunque sotto il valore reale. Infine in via dell’Industria, zona Contrada Stracca un parcheggio pavimentato  di oltre 3 mila metri quadri per una stima di 165 mila euro circa. Su quest’ultimo  i consiglieri della minoranza hanno chiesto al primo cittadino, in occasione dell’ultimo consiglio comunale,  come mai l’amministrazione della città ducale  , prima di alienare l’area non abbia pensato a fare  il cambio di destinazione d’uso così da renderla economicamente più conveniente per le casse comunali. Qualsiasi persona, se avesse un’area edificabile ne farebbe subito il cambio di destinazione d’uso per una ragione semplice: vale di più. Il Sindaco ha risposto, come si legge nel verbale della seduta, che “solo in primavera è venuto a conoscenza dell’occupazione di quell’area, tra l’altro dell’unico interessato all’acquisto, dietro  un corrispettivo annuo di 2400 euro”. Parliamo di un’area di 100mq  la cui destinazione attuale è di un parcheggio e il cui affittuario evidentemente destina tale area per usi diversi e molteplici in ragione della sua attività. Una modica cifra di 200 euro al mese per 100 mq sembrano pochi, ma secondo le stime dell’ufficio comunale , come sostiene il Sindaco, sono giuste. Alle osservazioni dei consiglieri Basilico, Marcone e Di Luzio, di cambiare la destinazione d’uso prima della vendita  dell’area, il Sindaco risponde dichiarando che “occorre aspettare le decisioni che si assumeranno nella totale legittimità”. Nessuno mette in dubbio la legittimità delle scelte future che l’amministrazione vorrà fare, ma sull’opportunità di fare in modo che detto bene da vendere a un privato sia “rivisto” magari con un valore più alto per le casse comunali mi sembra doveroso.

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