Discarica di Santa Lucia, la Commissaria si oppone al rigetto della Regione: “l’area non è di pregio agricolo”

Come ampiamente annunciato dal Commissario del Consorzio Piomba Fino, Laura D’Alessandro, è arrivato sul tavolo degli uffici della Regione Abruzzo il documento nel quale l’architetto, per mezzo dei suoi collaboratori,  si oppone alle valutazioni negative degli uffici preposti alla richiesta della costruzione del terzo invaso nella discarica di Santa Lucia di Atri.  Nelle contestazioni mosse dal Consorzio, si legge che “ le parti della nuova discarica che interessano aree sottoposte al Vincolo Idrogeologico verranno spostate in aree idonee non ricadenti nelle aree a pericolosità” Sempre dalle osservazioni avanzate dagli uffici del Consorzio, si apprende che le aree di pregio agricolo, come faceva notare il VIA(Valutazione Impatto Ambientale) in realtà non esistono e non sono identificate e riconosciute tali in quanto “ assenti di produzioni certificate in ragione della presenza degli impianti esistenti”. Affermazione che sostanzialmente dice: non ci sono arree di pregio agricolo perché c’è la discarica e quindi, discarica più o discarica meno nulla cambia.  Il “Fosso Campratone” secondo le valutazioni dell’Architetto e del suo staff, “ non risulta inserito nell’elenco delle acque pubbliche perciò non è richiesta alcuna limitazione di distanza da detto fosso”  Queste sono solo quisquiglie tecniche e di ordine burocratico che la gente di strada non comprende fino in fondo a giusta ragione. Il vero nodo del problema è uno solo. Se la Regione, per mezzo degli uffici competenti, non uno , ma addirittura due, ai quali si aggiungono altri enti che non sono d’accordo per l’ampliamento della discarica , oltre alle centinaia di osservazioni avanzate dalle parti interessate all’area, ha detto che l’invaso non si può fare, mi spiegano i signori che sono seduti sulle poltrone di Palazzo Centi, sede della Giunta Regionale, che a sentirli sono tutti contrari  alla discarica, cosa ci si mette a mandare a casa il Commissario nominato da Luciano D’Alfonso? In fondo questa bella signora di Vasto è stata messa lì da chi le ha perse le ultime elezioni regionali e dunque non vedo quale problema potrebbe creare al Presidente Marsilio nel fare un decreto di revoca, atteso che quello di nomina, come si legge nella lettera di Luciano D’Alfonso, era provvisoria. In Italia sappiamo che tutto ciò che è provvisorio diventa definitivo, ma se “non esiste alcuna emergenza rifiuti in Abruzzo ” come ha detto qualche giorno fa l’assessore regionale al ramo, Nicola Campitelli, non capiamo la testardaggine della D’Alessandro ad insistere sul sito della frazione di Atri. Sarà pure che l’area non è di pregio agricolo e il fosso Campratone non è censito nell’elenco delle acque pubbliche, ma la commissaria ignora evidentemente che in quella frazione vi abitano diverse famiglie, e che nell’area circostante ci sono decine e decine di coltivatori diretti che dalle cinque del mattino sino a quando fa buio, lavorano la terra, allevano il bestiame e cercano di preservare quel poco del terreno che resta, onde morire di fame. Come andrebbe spiegato all’architetto che , anche se non c’è un nesso provato scientificamente tra causa ed effetto, da alcuni anni a questa parte, i morti di tumore in questa comunità sono aumentati in quantità esponenziale. Non è un dettaglio questo cara commissaria, a meno che lei non voglia spostare famiglie e abitazioni nella sua ridente cittadina di mare, dando loro un soggiorno adeguato, con viveri e quanto necessita per vivere bene, a debita distanza dalla monnezza che anche a Vasto non manca. Si metta l’animo in pace e soprattutto la politica, se esiste ancora quella degna di questo nome, faccia presto a nominare un Consiglio di Amministrazione del Consorzio, i cui azionisti sono i comuni, tra cui anche Atri, dove c’è persino la sede legale, in via Emilio Mattucci, e riporti al centro delle decisioni uomini e donne che vivono nel territorio, evitando di affidarci ad un commissario che da solo, con pieni poteri, pretende di mettersi contro tutti e  tutto, anche di fronte all’evidenza dell’incompatibilità tra la vita e la morte. Noi siamo dalla parte della vita, anche a costo di mangiare pomodori non certificati piuttosto che vedere monnezza doc di Atri.

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