Atri, Sinistra Indipendente alla Lega: come mai non vi interessate di problemi come Ospedale, scuola, strade etc?

Torna a chiedere un intervento concreto e fattivo delle forze politiche, e in particolare della Lega, anche attraverso quella di Atri, Mario Marchese,  esponente locale di Sinistra Indipendente chiedendo al partito di Salvini,  “come mai la Lega di Atri (anche se non è in amministrazione, ma vi potrebbe anche entrare con un Assessore esterno, a norma dello Statuto Comunale)non vi siete mai interessati di: Scuole, strade, viabilità in genere, di lavoro, del cattivo stato della Villa Comunale, della realtà del Comune-organici e funzioni, di quello che fa o non fa questa GIUNTA Comunale, e che non vi vede partecipi? Eppure potreste essere utili a lor signori, se solo si muovessero su questo binario di coinvolgimento politico della Lega atriana? Dico questo perché la Lega di Atri, nemmeno si è interessata, e potrebbe farlo, dato che, direi: “Comanda veramente in Regione”, detta legge nella sua maggioranza, che è , se non lo rammentate a sufficienza, a trazione leghista, visti il numero dei propri rappresentanti in Giunta ed in Maggioranza? Dico, carissimi della Lega di Atri, “perché non portate avanti, oltre questi  anzidetti problemi, anche quelli inerenti “l’Ospedale S. Liberatore di Atri?”

Per quanto sta già accadendo di nuovo “contro il nostro Presidio”, da mesi ormai, con atti decisi da Direttori Generali ed Assessori (alla Sanità) di vostra espressione? E sotto la vostra guida regionale?

Perchè non riproponete e con forza anche, voi in primis, sorretti dalla Giunta di Atri, sempre centro destra è….fino a prova contraria, il ripristino del Punto Nascite presso il S. Liberatore di Atri?”

Ve ne siete dimenticati? Stante, che ho scritto, direi,  innumerevoli volte al vostro “Assessore  alla Sanità Regionale Nicoletta VERI’” (senza mai avuto risposte), che statisticamente le realtà afferenti al n° dei parti effettuati nel territorio della nostra AREA VASTA, dei Comuni afferenti al Presidio di Atri, si rivolgono tutti, per il 95%, statisticamente provato, ai Punti Nascita di Chieti e Pescara, creando  in essi notevoli problemi logistici e di sicurezza , sia per la mamma che per il bambino?

E’ questa una battaglia che  faccio dal 2014,   oltre ad altre iniziative di merito, ed avendo raccolto anche, circa 26 mila firme, con l’apporto di un altro Comitato per cercare, invano, di salvarlo, da voleri espressamente POLITICI e non di sicurezza, in quanto che, quello di Atri, secondo la Legge Fazio del 2010, era rispettoso di tutte e 47 i parametri che  indicava per rendere un Punto Nascita  SICURO????  Oltre che,  la media dei parti cesarei  in Atri, era di molto la più bassa in Abruzzo per 100 nati, nonchè al di sotto di quella nazionale? Quindi nel pieno rispetto della Legge Fazio e dell’Accordo Stato Regioni del 2010, e dei principi in essi basilari per la prevenzione del Parto cesareo, e della sicurezza di un punto nascita.

Quindi, forse, era uno dei più sicuri di tutto l’Abruzzo, eppure è stato politicamente chiuso con Decreto di D’Alfonso. Non vi pare il caso, visto il “malfatto”, di poter riprendere questo percorso, e per Decreto riaprirlo, visto il fallimento  delle precedente decisione? Giacche, dato che, pur in costanza dello stesso Decreto di soppressione, quello di Sulmona non è stato chiuso ed è ancora funzionante? Anche con parametri di sicurezza di molto inferiori a quelli che aveva Atri nel 2014? Sono argomenti molto pregnanti per una battaglia pro-ATRI, in un contesto territoriale positivo per questo, essendo anche stati chiusi, allora, quelli di Penne e di Ortona, quindi “l’interland di territorio” si è ulteriormente allargato per Atri, oltre che: “sgravare” Chieti e Pescara, di un sicuro  ed eccessivo “sovraffollamento”, non dovuto, e non giustificabile, non essendo ancora stati attivati in tutti gli Ospedali gli STEN e STAM, promessi, ma non attivi (perché non lo organizzano? Perchè costerebbe  più di questo reparto riattivarlo).

Quindi, fortuna vostra, politicamente lavorate e giocate in casa, Egregi signori della Lega di Atri, e quindi potreste interessarvi di questi argomenti e farci una battaglia politica seria e convincente e garantita, di non chiedere  la “luna nel pozzo”, dicevo, una battaglia ovviamente concreta in merito, e non solo a parole.

Personalmente non mi interessa se la fate voi o altri, a me,  interessa solo il problema, la “RISOLUZIONE DI QUESTO PROBLEMA”, a cui, sia personalmente, che di sicuro la città tutta, ed il territorio dei Comuni della Val Fino, oggi anche Penne compresa, che di quelli della Val Vomano, nonchè della costa, che va da Roseto a Montesilvano passando per Città S.A. ed Elice, per non dire, ed anche, l’Area metropolitana di Pescara e Chieti, che da sempre, su questo ed altre specialistiche, si servono e si sono sempre serviti di Atri, del nostro Presidio S. Liberatore, e con soddisfazione direi. E sarebbero grati alla Regione Abruzzo se fosse risolto come chiesto, affrontato positivamente questo problema, tanto caro agli atriani doc come il sottoscritto, ma non solo, che si è sempre impegnato nelle sue varie vesti, istituzionali o meno, per il nostro Ospedale S. Liberatore di Atri.

Perchè dunque, non ne fate una battaglia politica verso, o contro, decidete voi, i vostri stessi rappresentanti in Regione? Questa è coerenza politica e civica per Atri, il resto sono solo chiacchiere e parole vuote.

Dicevo prima, siete in casa, giocate in casa, a livello locale ed anche e soprattutto Regionale. Perché mai non fare questa battaglia? Personalmente le ho perse, ma voi, mi va di ricordarvi, “ci avete fatta la campagna elettorale, sia per le amministrative, di Atri, come centro destra, e sia per le varie candidature a livello regionale di FI con il dr G. Astolfi candidato, che della candidata della Lega, con dr Federica Rompicapo”. Quindi vi è dovuto, ci è dovuto, a prescindere dove ognuno di noi ha votato nelle due consultazioni”.

Quindi…..avete la strada “spianata”…..asfaltata…..liscia….., come un biliardo…..ma ci dovete credere e farla questa battaglia…altrimenti sono “chiacchiere  morte” che sono servite per ingannare gli elettori atriani e del comprensorio di riferimento.

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