Perchè trasferire a Teramo il Dr. Di Marco dalla senologia del San Liberatore? Lettera aperta del Comitato Difesa Ospedale all’Assesore Verì

Egregi signori, Assessore alla sanità in particolare, voglio ritornare su alcuni argomenti che ho trattato  appena qualche  decine di giorni orsono, in merito ad alcuni provvedimenti, direi “improvvidi”, fatti sempre contro il S. Liberatore di Atri, in merito al trasferimento di propri valenti e specialisti Medici, presso l’Ospedale Mazzini di Teramo.

Ripeto, NON COMPRENDO ancora il perché, il dr Renato Di Marco, in forza all’Ospedale S. Liberatore di Atri, nella UUOO Complessa di Chirurgia Generale di questo Presidio, debba essere trasferito a Teramo, solo, e perché, nell’ambito dell’autonomia della stessa UUOOC di Atri, si è interessato, negli anni ad interventi e atti specialistici, di ricostruzione della mammella in operate, totalmente o solo parzialmente, e con tecniche diverse in rapporto all’intervento effettuato nel nostro o meno Ospedale.

Ripeto trattasi di specializzazioni ed attività maturati con il “fai da te”, che non ha interessato affatto la Direzione Generale, ma la propria professionalità, e l’organizzazione generale della Unità Operativa Complessa di riferimento in Atri. Quindi…perchè “rapire”  un valente sanitario, specialista, così come anche altri  che si interessano di diverse specialità, si intendono in “pericolo” di trasferimento? Nel momento in cui manca a Teramo un sanitario? Ma siamo seri per favore…..

Lo ripeto a Lei Assessore, che espresse  in recente passato, la convinzione, in una dichiarazione pubblica, che in Atri vi fosse un REPARTO di Senologia, e che quindi, non si giustificava questo, per il numero dei casi espressi come interventi. Ma, le dissi anche che il Dr Di Marco, faceva parte di una EQUIPE di chirurghi (come altri fanno altre cose) che oltre alla chirurgia generale di competenza,  esprime queste capacità per propria professionalità acquisita nell’ambito della stessa UO Complessa.. Quindi, perché spostarlo a Teramo, se hanno casi da  fare, di interesse, potrebbero essere trattati in Atri, e non che si  vada a spostare a Teramo, sfasciando anche una organizzazione  del reparto di Chirurgia Generale, nel momento in cui, neanche avviene in sua sostituzione, un equivalente  Medico. Comprende Assessore?

Accade sempre così contro Atri, ebbe ad avvenire per la UTIC, così per la Medicina Nucleare, e cosi poi per la Gastroenterolgia (in parte recuperata, ed oggi messa in crisi con lo stessa sistema del trasferimento a Teramo del dr Barbera, prima trasferito ad Atri e poi, oggi richiamato a Teramo, nel momento in cui è andato in quiescenza il relativo primario Astolfi fregandosene  dei progetti atriani, dell’enturage che ad Atri  oggi come ieri, è afferente da decenni per tante specialistiche di diagnosi e di cura.

Dico, perché non viene costituito ad Atri e non a Teramo queste unità di riferimento? Basta rinunciare al Primario a Teramo, e lo stesso si “molla ad Atri”, e così non si sfascia organizzazione e la dignità maturata? No, non si fa così. Si toglie ad Atri e si da a Teramo come sempre avvenuto in questi anni, pur avendo Atri, direi eccellenze, in reparti a NORMA, i cui sanitari sono stati trasferiti poi a Teramo o Giulianova, per renderle poi, le nostre realtà, in difficoltà operative, declassificandole, e poi in un secondo tempo, ancora, chiuderli, nonostante la mobilità  attiva, e nonostante l’abnegazione di chi, e coloro, che in esso hanno operato per la sua crescita e tutela storica. Le ricordo che questo è avvenuto per:

1°-l’UTIC, che nato ad Atri, il primario, dopo anni, in un reparto che era la sola a norma delle  tre esistenti

nell’ASL e fu trasferito a Giulianova, e poi, dopo resistenze, e, nonostante le attività di riferimento, è stato

ad Atri soppresso, riportandola a sola Cardiologia  come UOD. Eppure, le  due UTIC, di Giulianova e

Teramo sono a 4 minuti uno dall’altro, vi sembra una giusta organizzazione  e programmazione

territoriale questa? E’ solo politica, scelte politiche, che se permangono, sono ancora le vostre scelte,

compreso? Quella di ATRI serviva, come serviva, un ampio territorio dell’AREA VASTA di 150 mila ab,

ed in Estate oltre 1 milione, in intesa con Chieti, Teramo e Pescara.

2°-la Medicina Nucleare, con annesso Laboratorio RYA,operante dal 1975 (ci ho lavorato allora), una

delle prime d’Abruzzo, a NORMA, che nel 2000 faceva anche la PET, fatta morire, piano piano, per non

acquistare una Gamma Camera che si era rotta, e che nell’ambito della struttura, c’era anche una unità di

Ecografia Generale  abbinata, oltre che il laboratorio RYA (unica nell’ASL e forse una delle poche in

     Abruzzo sin dal 1975), che è rimasta in vita fino a qualche mese fa, e poi,  pur in mobilità attiva per

l’ASL, è stata chiusa trasferendo il TSRM presso la radiologia di Atri.

3°-la Fisiopatologia Respiratoria, trasferita a Teramo in punto in bianco, oggi parzialmente recuperato

grazie alla buona volontà di dirigenti medici.

4°-la Gastroenterolgia, chiusa (o quasi) salvata da volenterosi medici della Medicina Generale,

specializzati, che vi operavano per gli interni, e poi, visto l’errore, riattivato come UOD con l’arrivo del

dr Barbera, oggi, sembra, ritrasferito a Teramo;

5°-la Urologia, prima distrutta in  Day Surgery, poi recuperato in UOS, e poi ancora oggi, visto il mal fatto,

in UOD;

6°-la Oculistica, ridotta in UOS, poi, con il dr Capone, recuperato in UO Dipartimentale, e va alla grande,

così come la Gastroenterologia;

7°-la  UUOO di Maxillo Facciale, eccellenza di Atri dal 1980, trasferita a Teramo, li  è morta e sepolta, nel

mentre in Atri garantiva un ampio territorio del pescarese e del chietino oltre che del teramano;

8°-la soppressione della UUOO di OROL, oggi solo ambulatorio…

 

E che fate voi, amministratori della SANITA’ distruggete di nuovo tutto? Quanto vi capita, o volete, fate gli “Attila” della situazione…..

 

Ma in che mani siamo? Vi nascondete su aspetti normativi, che possono facilmente essere superati, ma solo con volontà politiche, e direi anche amministrative, solo se si volesse.

Lo dico questo, e glielo ricordo, Egregio  ASSESSORE, anche per la perdita del nostro PUNTO NASCITE, l’unico che rispettava i 47 parametri della legge Fazio, del 2010, per ritenere un punto nascita “sicuro”. Lo avete soppresso per decreto (come Istituzioni regionali), eppure, dei 4 da sopprimere, a scanso di atti ingiuntivi, quello di Sulmona, sicuramente meno in regola rispetto a quello di Atri e di molto anche, e con 250 parti l’anno, a differenza di Atri che ne faceva 530, e che penso, con la soppressione di Ortona e e Penne, sicuramente sarebbe stato oltre i 900 l’anno (per non parlare se si attivava il “parto in analgesia”, come era nelle previsioni organizzative).

Eppure, dicevo, la volontà politica ed amministrativa (Direttore Generale Asl di Avezzano-Sulmona), ha derogato, l’ha tenuto in vita. Quindi è possibile, basta, almeno, che funzioni al meglio  e tutto è possibile, anche in vigenza di un Decreto di un Presidente e di un Commissario ad Acta alla Sanità all’uopo nominato, in D’Alfonso (e quello soppresso, Atri, di cui all’elenco, funzionava  al meglio, basta vedere, verificare le statistiche le statistiche di allora, e mi duole il cuore ricordarlo questo sopruso).

Quindi, quando si vuole si fa una cosa, e se non si vuole NON si fa, si fa l’inverso, l’incontrario, l’opposto, e chi si è vis to, si è visto, ovviamente contro i malati e gli utenti ed i loro interessi ed aspettative, compreso gli operatori che in esse strutture, hanno dato l’anima per non far avvenire ciò che la politica e l’amministrazione ha deciso che avvenisse. Sbaglio? Non credo, conosco questi aspetti, queste volontà, sono, per la cronaca un ex dipendente ed un ex TSRM impegnato in merito alla struttura di Atri.

Questo discorso, vale che per il dr Barbera, oggi addetto ad Atri, nella nostra rinata Gastroenterologia e chiamato a Teramo, e continuano cosi a rendere precari situazioni giusto a tempo recuperati alla efficienza per l’intera ASL teramana. Può essere che a Teramo non ci sia un sostituto per sopperire alla mancanza di Astolfi? Io credo di si, e se avete bisogno, i casi particolari, li spostate ad Atri, e non viceversa. Compreso?

Lo spero, ma non ci credo. Egregio Assessore, Lei potrebbe anche,  e glielo continuo ancora a dire questo, recuperare con assunzioni adeguate, anche in deroga, atteso che la possibilità offerta  dai decreti della Ministra G. Grillo, le abbia data la possibilità di farlo, recuperare per ATRI, anche  la riapertura del suo “PUNTO NASCITE”, e sgravare così da rischi e da ingolfamenti  i rispettivi  di Pescara e di Chieti, in particolare Chieti. A tutto vantaggio questo, della sicurezza della mamma e del bambino e della sicurezza di tutti, professionisti compresi. Oppure non è così? Non mi faccia affermare che si deve informare in merito, perché, ne sono certo, Lei si è già informata nel merito, e sicuramente avrà i suoi sicuri dubbi per quanto sopra, per tutto quanto in questo sfogo le è stato espresso da questoCOMITATO, purtroppo inascoltato”.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: