Sono state inviate questa mattina al Ministero le richieste di modifica della classificazione dei presidi di Penne, Popoli, Atessa e Ortona (sulla base delle richieste del tavolo di monitoraggio), così come annunciato giovedì scorso dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, nel corso della seduta della Quinta Commissione del Consiglio regionale. A queste è stata aggiunta anche un’istanza riguardante il presidio di Guardiagrele.

 

Per Penne viene richiesta la classificazione di ospedale di base, sede di pronto soccorso. Il numero di posti letto previsto è di 91, a cui se ne aggiungono altri 10 ordinari. Nel dettaglio, al San Massimo ci saranno 10 posti di chirurgia generale, 52 di medicina generale, 15 di lungodegenza, 3 di ostetricia e ginecologia, 3 di otorinolaringoiatria, 8 di artroscopia e traumatologia.

 

Popoli viene identificato come centro regionale di riferimento per la riabilitazione, con 100 posti letto per post-acuti, di cui 80 per la riabilitazione cardiorespiratoria e motoria (codice 56) e 20 per le gravi cerebrolesioni acquisite (codice 75). A questi si aggiungono 38 posti letto per l’attività di supporto all’ospedale di Pescara: 4 di chirurgia generale, 25 di medicina generale, 4 di anestesia e 5 di ortopedia.

 

Per Atessa viene reiterata l’istanza per il riconoscimento dell’ospedale di zona disagiata, con 20 posti letto di medicina generale e 5 per la day surgery.

 

Anche per Castel di Sangro viene confermata la richiesta di ospedale di area disagiata con un totale di 34 posti letto, di cui 18 di medicina generale, 4 di chirurgia generale, 4 di ortopedia, 8 di lungodegenza. A questi si aggiungono 6 posti letto diurni.

 

Ortona conferma la sua vocazione di “ospedale della donna”, con una dotazione di 93 posti letto ordinari: 12 per la chirurgia generale oncologica, 9 per la chirurgia senologica, 9 per la chirurgia ginecologica, 24 per la lungodegenza, 10 per la medicina generale, 20 per la geriatria, 9 per l’ortopedia. Sono previsti anche 20 posti diurni, per garantire – tra l’altro – i servizi di procreazione medica assistita e per la clinica dermatologica.

 

Guardiagrele, infine, viene riqualificato come “stabilimento ospedaliero con sede di pronto soccorso, funzionale al presidio ospedalero di Chieti”, sul modello di quanto già sperimentato a Ortona. La proposta prevede la dotazione di 45 posti letto per acuti e post acuti: 15 di geriatria, 10 di medicina e 10 di lungodegenza.

 

La proposta prevede il mantenimento dei pronti soccorso in tutti i presidi, compreso lo stabilimento di Guardiagrele.

 

Giovedì scorso era stata inviata formalmente la richiesta di deroga per mantenere attivo il punto nascita dell’ospedale di Sulmona, corredata da un’adeguata documentazione a supporto dell’istanza.

 

Ora la proposta verrà sottoposta al vaglio dei Ministeri affiancanti per l’approvazione e il successivo recepimento negli atti aziendali delle Asl.

 

Gli altri aspetti del riordino complessivo della rete ospedaliera (compresi i progetti dei nuovi nosocomi), invece, sono in fase di elaborazione da parte del tavolo tecnico regionale insediato dall’assessore Verì. Le proposte verranno condivise, come già annunciato, in tutte le sedi politiche e istituzionali, con il contributo anche dei nuovi direttori generali delle Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Lanciano-Vasto-Chieti, che saranno nominati nei prossimi giorni.

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