Come ogni novità anche le” Isole Ecologiche”, da pochi giorni installate  nelle diverse aree della città di Atri, suscitano le più disparate critiche e perplessità. Al bar come al supermercato, in piazza come in altri luoghi di ritrovo sono in molti a chiedersi quale sia l’utilizzo di tale strutture e soprattutto se l’installazione e attivazione di esse finiscano per sostituire la raccolta differenziata porta a porta che raggiunge tutte le abitazioni della città e delle frazioni. Per sgomberare ogni dubbio in proposito, abbiamo intervistato l’assessora all’ambiente Mimma Centorame.

Assessora, in molti ci hanno scritto e telefonato in redazione per chiedere se il servizio porta a porta della raccolta differenziata è stata o sarà sostituita dall’attivazione delle Isole Ecologiche che sono state piazzate in diversi punti della città. Può fare chiarezza una volta per sempre sul tema?

In questi giorni sento commenti e chiacchiere  che non hanno alcuna fondatezza e sono prive di qualsiasi logica. Non è assolutamente vero che il servizio porta a porta sarà sostituito dall’installazione delle Isole Ecologiche. Il servizio viene garantito come sempre  da calendario fornito alle famiglie con i giorni indicati per il conferimento della raccolta differenziata. Le strutture attivate  non sono in aggiunta della raccolta porta a porta, ma servono per chi ad esempio in una sera d’estate organizza una cena tra amici a casa e vuole disfarsi della spazzatura senza aspettare che arrivi il giorno per il conferimento di quel genere di rifiuto. Inoltre è utile a chi, in pochi casi, non è servito dalla raccolta a domicilio.

Ma chi getta i rifiuti in un cassonetto dell’isola ecologica paga di più rispetto al porta a porta?

Assolutamente no. Anche questa voce che è stata messa in giro è totalmente falsa. Il costo della Tassa dei Rifiuti non è legato  alla quantità della spazzatura che viene conferita nella raccolta delle isole ecologiche. Basta solo inserire il rifiuto nell’apposito cassonetto, come del resto si fa quotidianamente quando si predispone il rifiuto davanti casa per la raccolta porta a porta.

In alcuni casi abbiamo visto davanti alla raccolta delle isole ecologiche  buste per terra contenenti rifiuti. Come mai? Forse non tutti hanno ricevuto la Green Card ?

Lasciare rifiuti vicino ai cassonetti dell’isola ecologica equivale a lasciarli per strada, e com’è noto  tale comportamento oltre ad essere segno di inciviltà , è sanzionato dalla Legge. Inoltre fare gesti simili è controproducente in quanto una telecamera di videosorveglianza interna ai cassonetti riprende chi  li abbandona.  Chi non ha ancora ricevuto la Green Card a casa, può recarsi nell’ufficio di Via Ricciconti 22  ad Atri o chiamare il numero verde gratuito 800.145.055.

Un pò di tempo per capire e poi sarà più facile per tutti?

Il nostro obiettivo è quello di informare la cittadinanza di questo servizio attivato da alcuni giorni e gradualmente si prenderà conoscenza utilizzando la carta verde che  è in distribuzione nelle famiglie di Atri e frazioni. Ogni novità comporta un ragionevole disagio, pensiamo ad esempio a quanto è stato introdotto il digitale terrestre in televisione e in molti facevano fatica a vedere la tv. E’ solo questione di tempo e poi i cittadini capiranno che le isole ecologiche ci rendono liberi di conferire la spazzatura quando vogliamo, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, senza aspettare il passaggio della raccolta porta a porta che comunque sarà ancora garantito.

Per quanto riguarda invece i rifiuti ingombranti come bisogna comportarsi?

Non è cambiato nulla. La procedura per la prenotazione del ritiro a casa è sempre la stessa. Basta chiamare il numero verde 800.145.055 e attendere il ritiro . Inoltre colgo l’occasione di questa intervista per segnalare che l’abbandono sul territorio di rifiuti ingombranti comporta per le tasche dei cittadini, e quindi del Comune, un costo ulteriore che l’azienda ci fa pagare. Per chi  volesse disfarsene direttamente, può recarsi presso l’Eco Centro di Scerne di Pineto dalle ore 9.00 alle 12.00 dal Lunedì al Sabato  con la green card (carta verde) in modo che sia identificato il titolare del rifiuto.

 

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