Debutto in un grande palcoscenico di fama mondiale per il giovanissimo Roland Adriani, il quale lo scorso 28 Giugno ha calcato, senza lasciarsi intimorire dalla storica scena che gli si presentava davanti agli occhi di un teatro come il Quirino di Roma colmo di spettatori e di talent scout corsi ad osservarlo. Il suo esordio in   uno dei più importati e rinomati palchi dello spettacolo, nonostante la sua giovanissima età, ha vinto l’emozione della “prima nazionale” grazie ad un talento innato, non  comune a tutti, e alla sicurezza nelle proprie capacità artistiche unanimamente riconosciute dalla critica ancor prima che dalla prestigiosa scuola romana in cui si è formato e i cui insegnati sono di indiscussa fama. Cresciuto nelle palestre della città di Atri e sostenuto dalla famiglia che non gli ha mai fatto mancare il sostegno nel perseguire la passione per il muiscal, Roland ci spiega come ha scoperto questa sua innata attitudine. ” Una passione per il musical, la mia, spiega Roland- nata fin da piccolissimo sia per aver assistito alle rappresentazioni più famose ai teatri Brancaccio e Sistina di Roma, sia  per averli interpretati, esclusivamente attraverso il ballo, presso l’associazione sportiva “Body dancing” di Atri.
Dopo qualche spettacolo, continua il giovanissimo talento atriano,  realizzato al Teatro comunale di Atri, interamente curato  da me e due amici, la scorsa estate è arrivata un’opportunitá: l’audizione all’ Accademia del Musical Caracciolo di Roma che mi ha permesso di iniziare a realizzare il mio sogno.
Far parte del cast di un musical in modo completo, prosegue Roland,  anche come cantante, e metterlo in scena in un teatro prestigioso come il Quirino di Roma, per di più sotto la direzione artistica di nomi di rilievo come Setti,Buratti e Neri, è stata un’esperienza unica. Sono consapevole- conclude- che la strada per farne un lavoro è ancora lunga e richiede sacrifici e studio, ma sono disposto ad affrontare tutto perchè non riesco proprio ad immaginare il mio futuro senza arte. Una scoperta per tutti noi, cittadini e cronisti, una sorpresa il cui lieto fine è ancora pieno di imprevedibili spettacoli, forse anche anche oltreoceano, ma quello che più conta è poter coltivare una passione scritta ne suo dna e il cui valore è un bene prezioso di tutti. L’arte è l’ancora  cui posiamo aggrapparci se vogliamo conservare la nostra libertà e conseguentemente la bellezza della vita, i cui colori sono uguali alla passione e alle note accompagnate dalla gestualità e musicalità di cui Roland si è fatto ambasciatore a Roma.

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