Atri, il M5S sul bilancio di previsione della città: mancano investimenti in formazione e sviluppo

Se l’Amministrazione non investe nelle politiche per il lavoro e la formazione professionale, non investe in cultura, se non investe nel turismo, se non punta allo sviluppo economico ed alla competitività, non stanzia risorse per i giovani, né per l’agricoltura, da dove mai potrà partire il rilancio della nostra città?

Il bilancio di previsione del nostro Comune, discusso nel Consiglio Comunale tenutosi mercoledì 24 aprile, mostra palesemente la mancanza di coerenza politica della maggioranza che nel programma di mandato raccontava belle storie di formazione, collocamento e sviluppo, raccontava della vocazione agricola del nostro territorio e dell’impegno volto a supportare tutte le attività del settore, tanti buoni propositi di investire sul valore storico culturale della nostra città, peccato che tutto questo non si sia tradotto in impegni reali di spesa in bilancio.

Nessuna somma destinata alle politiche per il lavoro e la formazione professionale, nulla anche per l’agricoltura, irrisori gli impegni di spesa per il turismo, lo sviluppo economico e le politiche giovanili.

Al contempo, però, risulta ingente l’indebitamento accertato nel 2018, previsto in aumento per il 2019 per   l’accensione di ulteriori mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine; spaventoso l’importo di anticipazione di tesoreria al quale il nostro ente accede in maniera sistematica aggravando la situazione economica e l’indebitamento per gli interessi passivi che, seppur nei limiti di legge, risulta essere piuttosto consistente. Nell’esprimere il suo parere, l’Organo di Revisione comunica che “nelle previsioni 2019-2021 risultano debiti fuori bilancio”, non è dato, però, conoscerne l’entità.

Difficile individuare una parvenza di programmazione nel bilancio di previsione: molti importi di spesa prevista sembrano essere il frutto di un copia-incolla per i prossimi tre anni, senza che vi sia una contestualizzazione alle necessità del territorio, alle caratteristiche e alle esigenze della popolazione.

Il quadro che questo bilancio dipinge della nostra città è quello di una realtà statica e fissa nelle sue difficoltà.

Invece di puntare all’innovazione, al progresso, (nessuna spesa prevista in ricerca e innovazione) al rilancio di quelle che sono le peculiarità della nostra città e del nostro territorio, ad incentivare i giovani, a recuperare e promuovere il grande valore storico, artistico e culturale della nostra città, restiamo fermi, imprigionati in circoli viziosi di mutui, indebitamenti, prestiti ed interessi. Paghiamo tariffe di locazione all’Istituto Ravasco per ospitare le classi della scuola elementare, sperando che un giorno la saga dei lavori giunga a termine; paghiamo la retta mensile all’ex Simposio perché i bambini che frequentano il nido sono ospitati lì da mesi in attesa che si realizzino i lavori di adeguamento sismico dell’asilo nido di via Risorgimento; paghiamo aumenti della TARI mentre l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti non adempie in pieno ai suoi doveri contrattuali; pagheremo nel 2019 ben 400.000 euro per conferimento dei rifiuti indifferenziati nella discarica di Chieti, mentre il Capogruppo Filiani ritiene che la raccolta differenziata sia un lusso; pagheremo nel 2019 la quota a carico del Comune per gli interventi di copertura delle perdite della società partecipata “Consorzio Piomba-Fino” che ha presentato perdite nell’ultimo bilancio, mentre lo stesso consorzio raccoglie rifiuti provenienti da ogni dove inquinando il nostro territorio in c.da Santa Lucia e mettendo a serio rischio la nostra salute….

Tutto questo lo paghiamo in silenzio, perché prima di fare osservazioni sull’operato dell’attuale amministrazione i cittadini atriani farebbero bene a pensarci due volte, per non rischiare di essere richiamati all’ordine, talvolta anche per vie legali.

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