Un trend sempre in crescita quello delle prestazioni sanitarie e dei ricoveri nel San Liberatore, da poco diretto dal Dr. Marino Iommarini,  l’Ospedale che a ogni campagna elettorale viene tirato in ballo, ora da questo ora da quel candidato, ma che, grazie alla dedizione e alla professionalità di chi ci lavora, dall’usciere al primario, passando per gli infermieri e altri operatori , resta sempre un eccellente punto di riferimento del territorio non solo provinciale ma anche dei comuni della costa pescarese. La qualità delle prestazioni erogate, ancor prima che numericamente espressi, come vedremo in seguito, è il risultato di un mix di professionalità e soprattutto di “attenzione” umana che i fruitori dei servizi vi trovano. Una parola detta al momento giusto, l’ascolto sereno del malato, la cura del paziente non solo medica ma anche psichica, favorisce un dialogo sempre più raro che altrimenti non sin trova.  Chi entra nel nosocomio atriano può ancora  trovare un ambiente che non corre alla velocità dei ritmi degli ospedali delle grandi città, ma che conserva ancora un sapore di una grande famiglia la cui vivibilità si adatta alle esigenze del visitatore e dei suoi stili di vita. Dall’anziano che ha bisogno di più tempo alla mamma che cerca conforto e aiuto per un problema di salute improvviso.  Per ogni utente, come si chiamano oggi comunemente  le persone che si rivolgono alla sanità,  una risposta, e qualora non fosse possibile, un consiglio pacato, corretto e completo. Non a caso il Pronto Soccorso, il primo punto di accesso al San Liberatore, da diversi mesi è meta di molti residenti della costa pescarese, ai quali medici e infermieri, danno risposte e cure in meno tempo e con maggiore attenzione rispetto all’Ospedale Civile di Pescara dove anche una ferita di poco conto o una lussazione ad un braccio, rischia di essere presa in esame, a causa dell’alta affluenza, non prima di uno o due giorni. Da qui la forte migrazione dalla costa verso il San Liberatore, il cui pronto soccorso, diretto dal Dr. Rossano De Quirico,  è preso letteralmente d’assalto con 30.227 accessi, il primo dopo Teramo in provincia,  e rischia di collassare, in prossimità dell’imminente stagione estiva, se non arrivano nuove forze in servizio. Cifre da ospedale di primo livello quelle registrate nel 2018, con la Chirurgia , ancora senza primario ma il cui bando dovrebbe darci il suo nome a breve come per l’Ortopedia, che tra interventi ordinari e ricoveri giornalieri, raggiunge 1138 prestazioni. Il reparto di Medicina , da poco diretta dal dr. Enrico  Marini, raggiunge 1810 accessi, e la lungodegenza 169. Tantissimi i cittadini che si sono rivolti anche al reparto di Endocrinologia, diretto dal Dr. Bruno Raggiunti, che tra prestazioni giornaliere con dimissioni e visite conta 800 accessi. Il reparto di Endocrinologia,  da poco trasferito nella nuova sede al primo piano, in modo da poter accogliere meglio i pazienti e rendere l’operatività dell’equipe del dr. Raggiunti, può contare ora su locali più idonei alle esigenze . Anche se ufficialmente soppresso il reparto di Cardiologia, diretto dal dr. Bruno Loffredo, ha garantito 407 prestazioni tra ricoveri e visite giornaliere, con grande soddisfazione da parte degli utenti per la qualità del servizio che questo reparto continua a garantire con appena 10 posti letto. L’unità operativa semplice di Urologia, diretta dalla dott.ssa Daniela Granchelli, l’anno scorso ha soddisfatto ben 701 domande di prestazioni , contando in appena 8 posti letto.  Quasi duemila le prestazioni tra  visite  e interventi in day ospital nel reparto di Oculistica , diretta dal dr. Emanuele Paone,  il cui arrivo al San Liberatore ha fatto registrare anno dopo anni sempre un numero crescente di presenze. L’unita complessa di Ortopedia  e Traumatologia, attualmente diretta dal dr. Alessio Ciuffoletti, di cui a breve conosceremo il nuovo primario, ha garantito  800 prestazioni con 18 posti letto al suo interno e una serie di servizi in pronto soccorso.

Annunci