Atri, intitolata una via al medico condotto Vittorino Teofili. Un modello di vita e impegno sociale

Abbiamo rovistato nelle pagine della rete alla ricerca di una foto, di un documento o un’ immagine qualsiasi, interrogato gli algoritmi, cercato in ogni angolo, ma di Lui, nulla, nessuna immagine che ci potesse aiutare ad illustrare fotograficamente, specie alle nuove generazioni, chi era il medico condotto di Atri, l’uomo dal garbo e dal sorriso trattenuto, dal modo di fare stile inglese e dal cuore gigante. Un medico, insieme a molti altri colleghi di allora che chiamavi all’occorrenza, al bisogno, per qualsiasi dubbio, che cercavi non sul cellulare, inesistente a quei tempi, ma al numero di casa o dell’ambulatorio. Qualche volta, persino direttamente, nelle ore notturne, al campanello di casa, dove dall’altra parte del citofono, non si faceva  mai negare , anzi rispondeva con quella voce flebile e quasi impercettibile, ma puntuale e cortese. Il dott. Vittorino Teofili, il medico di famiglia, quello della Mutua, non era solo un bravo medico. Era un medico che svolgeva la sua professione con il doppio camice, quello bianco e quello dell’Unitalsi, di cui era Presidente della Sottosezione di Atri e da cui partiva, in pellegrinaggio ogni estate alla volta di Lourdes, accompagnando e assistendo i diversamente abili, malati e tutta la grande famiglia che si univa al viaggio della speranza.  Nel 1985, in occasione della visita nella città ducale del Santo Padre Giovanni Paolo II°, in Cattedrale ebbe modo di far salutare al Papa tutti i malati della nostra regione e accarezzare con dolcezza ogni diversamente abile ivi presente.   Un collega ha definito Vittorino Teofili “ un medico che sapeva parlare al cuore dei malati”. Credo che mai fù così azzeccata e perfetta la definizione del personaggio, dell’uomo, del volontario, del medico. Un dialogo con i malati, di ogni genere, ceto sociale, cultura , appartenenza politica, che ne fece unico per definizione. La mia generazione e quella precedente ricorda il suo valore di grande professionista, la sua disponibilità a qualsiasi domanda gli si ponesse nel mondo della medicina. Era un medico “condotto”, oggi chiamato di base, ma sapeva rispondere anche nei campi che non erano nella sua specializzazione. Talvolta assisteva persino ad un parto o faceva da pediatra e dentista, consigliando, curando e soccorrendo nelle vie più remote del nostro esteso territorio (ben 93 km). Proprio in campagna, e per volontà del comitato promotore  della zona , d’intesa con la famiglia al dott.Vittorino Teofili,  è stata intitolata la strada all’imbocco della contrada  di Colle Sciarra, sulla strada provinciale per Pineto. Una via secondaria, non al centro della città, come del resto era la sua persona, sempre dietro le quinte, senza farsi sentire e chiedere i riflettori della ribalta. Amava il fare al dire, l’agire al promettere e il suo ricordo, oggi più che mai, ha una valenza non solo medica, ma sociale e di valore umano senza precedenti.

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