Il Giubileo di Atri nella pubblicazione di Carmine Manco e Ettore Cicconi. Occasione di crescita e sviluppo della Città

A poche ore dalla riapertura della Basilica Cattedrale dell’Assunta e contestuale apertura della Porta Santa, mi è capitato tra le mani un libro il cui titolo è ” Il Giubileo di Atri”, la Porta Santa e il Perdono di Santa Rita, edito nel Maggio del 2003 a cura di Carmine Manco e Ettore Cicconi per la “Collana Abruzzese di Studi Storci diretta da Adelmo Marino”. Una pubblicazione che mi ha consentito di ritrovare un caro e vecchio amico, Carmine Manco, collaboratore insieme al Prof. Giuseppe Zanni, in arte Pino Zanni Ulisse, del giornale ” La Voce ” sin dalle prime pubblicazioni del 2000.  Il caro Carmine, con il quale ho condiviso l’impaginazione del giornale e le scelte editoriali, era uomo non solo di grande cultura e profonda sensibilità, ma sopratutto un “maestro” di vita oltre che di professione.  Mi ha insegnato molte cose, mi ha suggerito molti argomenti, mi ha aperto il cuore e la mente alla gente, alle nostre tradizioni, alla millenaria cultura storica e religiosa della nostra città. Il libro in parola, la cui prefazione è affidata ad un altro grande figlio di Atri, Giovanni Verna, allora Presidente dell’Associazione ” Luigi Illuminati” è un documento storico di grande importanza e non sarebbe sbagliato ristamparlo per chi, giovani e meno giovani , turisti e residenti, poco o nulla sanno del privilegio di questa Città, scelta nella Bolla Papale di Papa Celestino V°, insieme a l’Aquila e Roma, come meta del Perdono. Scrive Giovanni Verna nella prefazione:” afferma Padre Salomone, francescano e promotore nonchè animatore del Centro Celestiniano dell’Aquila , che il primo atto Papale  esploso nella sera della sua incoronazione”. L’attualità di questo libro scritto a quattro mani da Carmine Manco e Ettore Cicconi,  è più che mai legata alla Porta Santa di oggi, luogo di grande pellegrinaggio e di fedeli. L’auspicio, come sostenevano gli autori e lo stesso Giovanni Verna, grazie alle fonti ricercate e alla loro affidabilità documentale, estendendo lo sguardo anche a Santa Rita, il cui seguito è stato ed è sempre più crescente, è che Atri riscopra le sue radici e che porti in tutte le famiglie , nelle scuole e nelle associazioni, il messaggio di cui è portatrice. Oggi si può unire il turismo religioso e quello di massa come successo alcuni giorni fà, come un grande aiuto alla crescita della Città, al suo sviluppo e alla ripresa anche economica.

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