Pineto, polemica sulla settimana corta a scuola. Avolio: proposta bocciata anche dai genitori

In merito ai numerosi articoli pubblicati sulla stampa sulla vicenda della mancata approvazione della settimana corta e della situazione dei plessi scolastici, il Preside Gaetano Avolio e l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Pineto Daniela Mariani, rispondono e chiariscono. “Verso la fine di gennaio – spiega  Gaetano Avolio Dirigente scolastico dell’I.C. di Pineto – incontrai in presidenza due genitori di alunni iscritti, per l’anno scolastico 2018/2019, alla prima classe di scuola Primaria nel plesso G. Illuminati, provenivano da una scuola dell’Infanzia gestita da privati e mi chiesero di organizzare, per  i soli bambini di quella scuola, 18 in tutto, una classe sperimentale a tempo pieno. Naturalmente, ad una richiesta simile (genitori che si compongono la classe e magari si scelgono pure gli insegnanti) risposi con un secco no. Chiarii inoltre ai due genitori che il tempo pieno era un’opzione prevista sul modello di iscrizione “on line” ministeriale ma che nei fatti il Ministero non autorizzava più tale esperienza per esigenze di bilancio (Il tempo pieno prevede un numero doppio di insegnanti) mantenendolo solo nelle scuole già, in precedenza, autorizzate.”

Mi parlarono – continua il Preside – delle loro esigenze di famiglia e del fatto che, non essendo pinetesi e non avendo parenti nel paese, non avevano a chi lasciare in custodia i loro figli all’uscita di scuola. Fui io a proporre il sondaggio sulla settimana corta nella speranza che una grande percentuale di adesioni mi mettesse in condizione di convincere la restante parte dei genitori così da portare all’attenzione degli Organi collegiali la proposta sostenuta dalla quasi totalità dei genitori. Gli esiti (solo 670 a favore su oltre 1.100 genitori) già non consentivano alcuna discussione poiché la legge tutela chi vuole il servizio su sei giorni. Decisi comunque di portare la proposta in Collegio dei docenti per raccogliere il necessario parere e la votazione ebbe il seguente risultato: contrari 144 su 144, per la scuola media e 141 su 144 per la suola Primaria. Il Consiglio di Istituto ì stroncò definitivamente la proposta con un voto contrario espresso all’unanimità, votò  contro anche la componente genitori!”

“Questa – conclude Avolio – è la storia provata da fatti e documenti scritti e firmati dallo stesso Santoro che nella sua richiesta ha parlato di settimana corta per una sola classe: quella che pretendeva formare con i soli alunni provenienti dalla scuola privata frequentata dal figlio. Chiedeva per se stesso e non per la collettività. Il fatto stesso che abbia iscritto, insieme a soli 5 genitori, il proprio figlio a Silvi e che abbia deciso di combattere la battaglia per la settimana corta nelle scuole di Pineto, con il proprio figlio che frequenta le scuole di Silvi, la dice lunga sulla coerenza del personaggio. Del resto nell’articolo si parla di esodo, ma gli alunni che hanno richiesto iscrizioni in altre scuole, tra l’altro provenienti dell’infanzia privata, sono solo sette! Anzi, dico di più, a Silvi non è stata attivata la settimana corta.” Anche da parte del Comune la risposta non si è fatta attendere: banchi-1132x670“Non abbiamo mai, e dico mai, chiuso le porte a nessuno ma abbiamo cercato sempre un dialogo che sia il più costruttivo possibile che risponda alle richieste ed ai bisogni che arrivano dai cittadini, a volte con soluzioni più complete, a volte meno, ma comunque sempre con la volontà di risolvere il problema”, ha commentato Daniela Mariani, assessora alla Pubblica Istruzione di Pineto. Quest’Amministrazione  ha provato da subito, quindi dall’insediamento, insieme alla Scuola, a rispondere a tale richiesta. Ribadisco da subito, quindi assolutamente non dopo che il Signor Santoro ha fatto la sua specifica richiesta. Il Comune di Pineto – continua l’Assessora – sta monitorando da diverso tempo la questione del prolungamento della presenza dei bambini a scuola, bambini con famiglie dove entrambi i genitori lavorano, senza la presenza dei nonni. Infatti risale a quattro anni orsono la consegna del questionario a tutte le famiglie con figli frequentanti la primaria. Un questionario dove si cercava di capire le reali necessità dei nuclei familiari senza alcun adulto all’interno in grado di prendersi cura del bambino dal suono della campanella in uscita fino a sera. A quel questionario risposero non più di otto famiglie, per cui non fu possibile iniziare questo servizio. Adesso stiamo nuovamente lavorando per riproporre un progetto simile, ovviamente con una sinergia di risorse economiche e professionali, Comune-Scuola-Famiglia. E il sig. Santoro ne è a conoscenza. Inoltre, invito lo stesso Santoro a non confondere la mia funzione di assessore con quella di insegnante, le riunioni di cui lui parla sono incontri ufficiali previsti dalla funzione docente e che nulla hanno a che fare con la mia funzione di amministratrice.”

“Una riflessione importante – continua la Mariani – va inoltre fatta rispetto ai nostri plessi, definiti fatiscenti dallo stesso Santoro. Se fosse vera questa cosa, mi chiedo: se viene asserito che i plessi sono così mal tenuti, come mai Santoro chiede che i bambini restino a scuola, oltre alle cinque ore previste per il tempo scuola, anche nel pomeriggio? Il nostro Comune può dirlo con forza, e non mi riferisco solo a questa legislatura ma mi riferisco ad un sensibilità nei confronti della scuola che esiste da oramai tanti anni, nel mettere al centro dei propri interventi e delle proprio scelte politiche proprio la scuola e la sicurezza dei nostri figli, questo non vuol dire che non sia comunque necessaria una manutenzione continua, come più volte è stato detto, ma Pineto rientra orgogliosamente in quella percentuale italiana, purtroppo ancora bassa ma che mi auguro cresca sempre di più, di Comuni in possesso delle certificazioni antincendio.”

Il Comune di Pineto investe annualmente somme rilevanti per garantire ai ragazzi il massimo della sicurezza, contestualmente sta portando avanti progetti per la realizzazione di nuove strutture. Infatti, una parte importante della somma della transazione con l’ENI verrà impiegata proprio per Scuola. Il tutto all’insegna della trasparenza e del dialogo, perché ogni decisione viene condivisa con i comitati dei genitori, verso i quali abbiamo un dialogo costante e fruttuoso.

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