Tra qualche settimana saremo chiamati a decidere quale Sindaco dare alla nostra città e con esso quale amministrazione comunale, con i relativi consiglieri di maggioranza e opposizione. Un voto, quello comunale, che oggi si dimostra, come sistema elettorale, in assoluto il migliore, sia per il fatto che garantisce la governabilità a chi vince, sia perchè la sera della chiusura dei seggi, salvo ballottaggi per comuni superiori ai 15 mila abitanti, si conosce chi ha vinto e chi avrà l’onere e l’onore di governare. Un sistema elettorale che se applicato anche a livello nazionale, ci eviterebbe questo spaccato di brutta storia a cui stiamo assistendo da quasi 80 giorni. Tornando al “locale”, è opportuno fare qualche raccomandazione ai candidati alla carica di Sindaco. Un buon candidato, a mio modesto avviso, dovrebbe evitare di scrivere programmi che fanno “sognare” e che restano nel cassetto il giorno dopo l’elezione. Parlare di lavoro, il primo obiettivo per ogni lista , è sicuramente un gesto nobile, garanzia di impegno e serietà. Parlare di turismo, crescita del sistema redditizio per gli operatori del settore del commercio altrettanto, così per il sociale, per la scuola e per la viabilità. Tutte cose che hanno un loro valore, un grande interesse in chi legge un programma, ma che alla prova dei fatti, si fermano davanti alle difficoltà che oggi affliggono i Comuni. Il rispetto del Patto di Stabilità, la sempre maggiore scarsa disponibilità di soldi dagli enti sovracomunali, come Regione e Provincia, fanno delle belle promesse un buco nell’acqua. Per quanto sia auspicabile che un Sindaco possa realizzare i bisogni della sua città, dei suoi concittadini e della sua comunità, è altresì vero che il “muro” della burocrazia e della cassa, restano un punto fermo. Imprescindibile. Ecco perchè bisognerebbe dire agli elettori come stanno le cose. Ci vuole un coraggio immane, capisco, specie in campagna elettorale, ma la verità premia e conferisce a chi la dichiara, onestà intellettuale e coerenza. Doti che spesso appartengono a pochi, anzi a pochissimi. Molto semplice fare proclami, avanzare promesse e far sognare. Ma il giorno successivo alle elezioni, tutto diventa più duro, più complicato e le attese vengono puntualmente disattese.Chi farà il Sindaco si ritroverà a combattere, in prima persona, con migliaia di problemi, ad iniziare dalle famiglie in difficoltà, con figli a carico e che non sanno come mettere insieme pranzo e cena. Il ruolo del Sindaco non è quello di un consigliere regionale o di un parlamentare, il cui compito e la cui operatività è lontana anni luce dai problemi della gente. Il Sindaco è l’istituzione del confronto diretto, della persona che incontri al bar, al centro commerciale o che vai a cercare a casa, che chiami quando nevica o piove. Ecco perchè, cari candidati, parlate con il cuore alla vostra gente e lasciate perdere gli slogan, come Cambiamento, La Nuova Sfida, Rivoluzione Gentile e altro ancora. Belle parole, ma solo parole per l’appunto. E alle persone servono risposte concrete, non sogni nel cassetto.elezioni_2017_0

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