Il 9 maggio 1978 venne trovato in pieno centro a Roma, in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, il cadavere di Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, uno dei maggiori statisti dell’Italia repubblicana, che era stato rapito il 16 marzo da un nucleo armato delle Brigate Rosse che, in Via Fani, avevano ucciso tutti e cinque gli uomini della scorta: il maresciallo Oreste Leonardi, suo fedele amico e guardia del corpo più fidata, l’appuntato Domenico Ricci, il brigadiere Francesco Zizzi, gli agenti di polizia Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Si trattò di uno degli eventi più tragici e drammatici della storia italiana, che mostrò quanto fosse radicale l’attacco del terrorismo al vertice dello Stato e quanto fossero impreparate le nostre istituzioni a fronteggiare l’offensiva terroristica.

Oggi, a quarant’anni esatti dal sequestro e dall’omicidio di Moro, appare quanto mai opportuno riflettere sull’azione politica e sulle idee giuridiche, economiche e sociali dello statista pugliese, oltre che sulle ragioni del suo rapimento e della sua uccisione, sulle quali gli storici continuano ad interrogarsi con tesi e giudizi discordanti. Ciò che è certo è che Moro ha rappresentato uno degli uomini di Stato più intelligenti e autorevoli dell’Italia repubblicana: membro dell’Assemblea Costituente (appena trentenne), Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana dal 1959 al 1964, Presidente del Consiglio per cinque volte (1963-1968 e 1974-1976), Ministro degli Affari Esteri nel 1969-72 e nel 1973-74. Il suo nome, però, è legato soprattutto ad alcune delle stagioni più importanti della storia democratica italiana, dalla formula del «centro-sinistra» a quella della «solidarietà nazionale», suggerite dalla volontà di allargare e consolidare il sistema democratico italiano di fronte alle dinamiche politiche e ai mutamenti sociali degli anni Sessanta e Settanta.

Al fine di ricordare questa pagina interessante e drammatica della storia del nostro Paese, l’Associazione Pulsar ha deciso di organizzare giovedì 17 maggio alle ore 16, presso la Sala Consiliare del Comune di Penne, una conferenza dal titolo Aldo Moro. La vita, le idee, la tragica fine di un grande statista, che sarà tenuta da Rocco D’Alfonso, Dottore di Ricerca in Storia del Pensiero Politico e delle Istituzioni Politiche (che nel novembre 2016 ha svolto all’Aurum di Pescara una relazione su Aldo Moro all’Assemblea Costituente nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Studi “Aldo Moro”), e che sarà preceduta dall’intervento del Sindaco di Penne Mario Semproni. Sarà anche l’occasione per onorare un uomo di Stato che ha perseguito tenacemente il suo progetto politico fino al tragico epilogo del rapimento e dell’uccisione da parte delle Brigate Rosse.

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