Il TAR Abruzzo ha emesso l’ ordinanza relativa al ricorso presentato da 38 famiglie residenti a Casoli di Atri contro il provvedimento regionale che autorizza la NDT Energy alla costruzione, in centro abitato Stracca, di un coinceneritore privato che brucerebbe scarti industriali di resine plastiche e rifiuti provenienti da terzi e ha disposto un approfondimento sulle integrazioni progettuali presentate dall’azienda solo dopo la chiusura della conferenza dei servizi.
Sicuramente – dichiara Alessandra Di Giovanni del comitato Voci del Territorio portavoce delle famiglie – questo approfondimento consentirà a tutti di vederci più chiaro in questa autorizzazione di cui conosciamo in modo evidente solo le 58 prescrizioni. Sappiamo che questo impianto è stato definito un coinceneritore e questo gli ha evitato la valutazione di impatto ambientale e il rispetto delle distanze minime dalle case, certo è che la sua finalità è bruciare rifiuti anche provenienti da soggetti terzi come un inceneritore vero e proprio.
Per questo le famiglie non hanno dubbi.
Non vogliamo che la nostra regione si riempia di piccoli inceneritori a uso privato che bruciano scarti industriali come resine plastiche e a cui si possano conferire rifiuti dall’ esterno anche provenienti da Bergamo o Frosinone.
Perché questo è lo scenario aperto da questo atto autorizzativo.
Vogliamo che l’ indirizzo di politica ambientale regionale si ispiri alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia dei territori e applichi il principio di precauzione contenuto nel trattato di funzionamento dell’ UE.

