Il Comune di Atri ha recentemente presentato ricorso al TAR Abruzzo contro l’autorizzazione della Regione Abruzzo del 4 febbraio 2025 per la realizzazione e gestione di un impianto di co-incenerimento con recupero energetico di rifiuti speciali non pericolosi nel in località C.da Stracca – Zona Industriale, Per fare luce sul tema abbiamo intervistato l’amministratore delegato della Neodecortech S.p.A Luigi Cologni, alla guida della società con sede in provincia di Bergamo, quotata in Borsa e che nello stabilimento della frazione di Atri attualmente impiega 46 operai di cui oltre la metà del territorio locale. “Quasi 50 mila euro di spese legali e 2 anni per combattere con la burocrazia e le numerose istruttorie nelle varie fasi delle conferenze dei servizi alle quali abbiamo partecipato sempre con la massima condivisione e la disponibilità al dialogo” dice il manager quando ci riceve per l’intervista.
Dottor Cologni , perché coinceneritore o inceneritore nella zona Stracca di Casoli di Atri?
“Facciamo chiarezza una volta per tutte sulla differenza tra inceneritore e coinceneritore, altrimenti la confusione diventa sempre maggiore. Quello che vogliamo realizzare all’interno del nostro sito produttivo, è un coinceneritore ossia un impianto che ha come finalità la generazione di energia impiegando, nel nostro caso, una materia prima che non è combustibile fossile. Tutto questo per ottenere due risultati: ovvero bruciando gli scarti non tossici di laminato sostituiamo il gas metano, come facciamo da quando esiste l’azienda dal 1998 riducendone il suo impiego fino al 95%, eliminando un numero significativo di camion dalla strada perché tali scarti non uscirebbero più dai cancelli dello stabilimento
Perché farlo in questa zona?
Per le ragioni appena dette, mettendo in piedi un reparto energetico accanto alla nostra azienda, ottenendo una maggiore sostenibilità economica ed avere un impatto emissivo complessivo minore, non acquistando più metano.
Quanto costa realizzare l’impianto di coincenerimento?
Il costo è di circa 2 milioni di euro, senza alcun aiuto da parte di finanziamenti o contributi statali, da ammortizzare in quattro o cinque anni supportati da finanziamenti green Sace come garanzia bancaria, totalmente autofinanziati da noi. Aggiungo che con questa operazione scompaiono dalla strada tra i 130 e 150 camion che si recano annualmente nell’azienda per smaltimenti dei nostri scarti.
In futuro il coinceneritore potrebbe essere utilizzato anche da terzi?
Assolutamente no, anche perché nell’autorizzazione c’è un tetto alla combustione solo leggermente superiore a quello che attualmente produciamo noi.
Facciamo un passo indietro. Questa idea del coinceneritore è stata in qualche modo avanzata agli amministratori locali prima di presentare la domanda alla Regione Abruzzo?
Ricordo che tra maggio e giugno 2022, e comunque in almeno tre occasioni, incontrammo il sindaco Ferretti e l’allora assessore all’ambiente Centorame, illustrando la nostra proposta di realizzazione del sito secondo le leggi vigenti.
Cosa vi fu detto?
Che ne avrebbero parlato in giunta e comunque avrebbero vigilato sull’iniziativa partecipando al dibattito procedurale con la Regione nelle sedi istituzionali.
E cosa avvenne dopo?
Nel gennaio 2023 la Regione Abruzzo, Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche, convoca la conferenza dei servizi in via telematica per il 31 marzo ma non se ne fa nulla a seguito delle numerose richieste di chiarimenti di soggetti terzi. Nuova convocazione al 30 maggio rinviata di nuovo al 20 giugno e anche in quella data rinviata al 6 settembre, data in cui ci fu il dibattito con rinvio. Arriviamo a settembre e il comune di Atri con delibera 183 della Giunta comunale trasforma la frazione Stracca in centro abitato. Una delibera fatta in maniera inopportuna in quanto il piano regionale dei rifiuti prevede per gli impianti di incenerimento una distanza minima dai centri abitati di 500 metri. Lo stesso piano dei rifiuti non prevede però nessun limite per gli impianti di coincenerimento.
Quindi?
Il 24 ottobre 2023 la terza conferenza dei servizi con rinvio per arrivare al 13 novembre 2023 in cui avviene la chiusura della conferenza dei servizi con parere favorevole. Un esito dopo molti rinvii e le dirò di più, abbiamo commissionato ad una società terza di verificare gli elementi di emissione dei nostri rifiuti con valori molto al di sotto dei limiti di legge.
Tutto a posto dunque?
Magari. A gennaio 2024 riceviamo una comunicazione dagli uffici della Regione con due documenti allegati. Una versione “modificata” del verbale della conferenza dei servizi del 13 novembre (quella con esito favorevole) comunicandoci la convocazione di una nuova conferenza dei servizi a seguito di nuove problematiche sollevate dal Comune di Atri.
Come reagite?
Incarichiamo un nostro legale inviando una lettera di diffida dal modificare il verbale della Conferenza dei Servizi alla Regione Abruzzo e che chiede l’immediato rilascio dell’autorizzazione e l’acquisizione della registrazione audio video della conferenza stessa. A febbraio la Regione risponde invitandoci a concordare un appuntamento per acquisire la documentazione richiesta. Nel mese di aprile 2024, visto il perdurante silenzio degli uffici regionali NDT Energy invia un atto di diffida e di messa in mora a concludere il procedimento di autorizzazione e dalla Regione arriva una risposta nella quale ci comunica di aver inviato per “eccesso di zelo” da parte del presidente Marsilio, un interpello ala Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiarire se l’impianto di NDT Energy sia da considerarsi un coinceneritore oppure un inceneritore.
Cosa risponde il Ministero?
Che si tratta di un coinceneritore e gli uffici regionali rispondono al nostro legale comunicandoci che sono legittimati a concludere il procedimento con esito favorevole a stretto giro per l’impianto in parola. Siamo a novembre 2024 e nonostante le rassicurazioni del mese di giugno, l’autorizzazione tarda ad arrivare per cui, sempre tramite il nostro legale, Avvocato Viola, presentiamo nuovamente ricorso presso il Tar (tribunale amministrativo regionale) il quale, nel mese di gennaio 2025, sentenza che la Regione Abruzzo rilasci l’autorizzazione entro 30 giorni dalla notifica, condannando la Regione al pagamento delle spese di giudizio che liquida in 1500 euro. Autorizzazione che viene inviata via pec il 4 febbraio nella quale si legge che NDT Energy è autorizzata alla realizzazione di un impianto di coincenerimento con recupero energetico di rifiuti speciali non pericolosi. Il tutto dopo ben 2 anni dell’inizio del percorso di richiesta.
Con le famose 58 prescrizioni.
Certamente, tenga presente che due terzi delle prescrizioni sono presenti nel testo unico dell’ambiente e qualche refuso che non è nemmeno applicabile a noi perché non emettiamo né piombo, né zinco, né stagno. Nel frattempo ci siamo rimessi in moto con il fornitore dell’impianto e dello stabile. Si tratta di un impianto di dimensioni ridotte che emetterà in un ora gli stessi metri cubi d’aria che emette la cappa di un ristorante con un camino largo 45 cm. Trovo inquietante che si sia montata attorno a questa cosa una polemica inutile e sterile.
Come spiega la paura dei residenti?
Per mancanza di una corretta informazione che li ha portati a non comprendere perfettamente la cosa, aggiungo anche per assenza totale dell’informazione da parte degli amministratori comunali. Un esempio di questa non corretta comprensione è la questione dei camion che trasporterebbero questi scarti/rifiuti. Figuriamoci se c’è quello all’interno dello stabilimento! Un altro esempio è quello che ho sentito circolare per cui noi immetteremmo nell’ambiente formaldeide, sostanza classificata come cancerogena. Informazione di per sé corretta perché le carte che laminiamo sono impregnate con resine che contengono tale componente, salvo che la temperatura di esercizio dell’impianto di coincenerimento è superiore agli 850 gradi centigradi e la formaldeide a 750 gradi si disgrega in idrogeno, carbonio ed ossigeno ossia in alcuni dei componenti base della nostra atmosfera. Le dico di più, se mi avessero inviato sarei venuto volentieri al consiglio comunale aperto a tutti.
Sarebbe disposto ad un incontro pubblico?
Non ne vedo la necessità, ma lo farei senza alcun problema. Mi piacerebbe poter spiegare correttamente cos’è un coineceneritore e che funzione svolge all’interno del nostro stabilimento.
Il Comune di Atri ha predisposto il ricorso al Tar cosa farete?
Attendiamo cosa dirà la magistratura amministrativa, dopo di che non le nascondo di meditare di promuovere una causa nei confronti del Comune per i danni che sta determinando: non è ammissibile questo accanimento terapeutico per ragioni che non comprendo atteso che il nostro progetto non impatta assolutamente sulla salute dei cittadini e tantomeno sulla qualità dell’ambiente. I dati presentati in Regione non stati mai confutati e se il Comune avesse voluto avrebbe potuto dare incarico ad una azienda specializzata e dimostrare il contrario.
Quale idea si è fatta alla fine?
Capisco che il sindaco debba fare la sua parte e così gli altri, ma quando la Regione e il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ti dicono che puoi farlo non comprendo cosa ci serva di più per non procedere alla realizzazione del coinceneritore per il quale andremo fino in fondo, convinto che siamo dalla parte giusta.

