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Regionali 2024, torna in campo Umberto Italiani con Noi Moderati. “Una scelta necessaria per un dialogo costruttivo”

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Umberto Italiani torna in campo, e non è una frase di circostanza, visto il suo impegno nel settore calcistico da anni come allenatore, dirigente e uomo di sport. È diventato padre da poco e la politica, che è stata tra le sue passioni da sempre, con esperienze amministrative nel Palazzo Ducale in qualità di assessore, è tornata a scorrere nelle sue vene dopo un lungo periodo di astinenza, almeno apparente, dal 2016. Sette anni vissuti all’ombra del campanile, tra incarichi professionali universitari e attività legale e imprenditoriale che lo hanno impegnato non poco, senza tuttavia riuscire a distoglierlo dal mondo che lo circonda e dalla sua visione inclusiva della società. Un gene paterno che gli è stato tramandato dall’aria respirata in casa sin da adolescente, con il papà sindaco di Atri a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Collocato da sempre al centro della politica, in quell’area di mediazione liberale, senza eccessi da una parte e dall’altra, ha ritrovato nella proposta del partito “Noi Moderati” di Maurizio Lupi, l’occasione per tornare a dire la sua, esprimere quella convinzione che da sempre covava nel suo intimo: riportare il territorio al centro della politica regionale, dove manca da molti anni.

Cosa prova dopo molto tempo di assenza nel mondo della politica a riproporsi  in una campagna elettorale così impegnativa come quella delle regionali del 2024?

A dire il vero avevo messo un punto con la politica attiva, certo come sono, che la Politica si possa fare sempre anche fuori da ruoli istituzionali. La cosa che più mi ha convinto, oltre la proposta centrista moderata e liberale di Noi Moderati, è stata senza dubbio la vicinanza umana con tanti cittadini ed esponenti politici dei territori di Atri, Silvi, Pineto e delle Vallate del Fino e del Vomano che hanno spinto a che accettassi la candidatura.  Un territorio da troppi anni lasciato senza rappresentanza, orfano di quella politica fattiva e concreta ormai tramontata da più di trent’anni. Quella politica riusciva a comparare gli interessi, fare sintesi, proteggere e sviluppare il nostro territorio. Atri, ma non solo, vive da anni una politica impregnata di egoismi, divisioni e personalismi verso i quali bisogna porre rimedio attraverso una riconciliazione che possa ridare impulso a relazioni autentiche, primo passo per una vera rinascita.

Perché c’è bisogno di persone moderate in questa alleanza di centro destra ?

La moderazione, la comparazione degli interessi in campo e la sintesi non sono caratteristiche della destra o della sinistra. Dovrebbero essere le caratteristiche  principali della Politica. Io penso che nel nostro territorio esistono spiccate personalità politiche e non solo, che dovrebbero tornare ad essere libere, al fine di poter esprimere la propria identità. Identità che penso debba avere come primo obiettivo la protezione del nostro territorio che ormai è da troppo tempo diviso internamente o terra di conquista del politico esterno di turno. Atri, Silvi, Pineto e le Vallate possono esprimere più di un consigliere Regionale e più di un deputato a prescindere dal colore politico; importante è essere uniti non su un simbolo o su un uomo o una donna ma su un obiettivo. Noi Moderati ci poniamo questo traguardo: quello di rinnovare e unificare . La proposta del Centro Destra Regionale dà ampio spazio politico alla nostra rappresentanza Moderata, consentendo agli elettori di poterci individuare come vera e genuina forza dell’area liberale e centrista, anche alla luce delle nuove dinamiche nazionali inerenti i partiti di centrodestra.

Lei ha detto : la politica deve tornare ad unire e non a dividere. Deve tornare a rappresentare non a dare ruoli, deve tornare a proteggere non a dare protezione.  Cosa intende dire?

Intendo dire che ogni tempo ha le sue dinamiche. Un tempo hanno costruito, in un altro abbiamo distrutto. Ora penso sia arrivata l’ora in cui, sull’esempio del passato e con idee nuove, si debba a tutti costi ritrovare identità, unione e coesione. La politica del dividere deve finire, bisogna rinnovarsi, eliminare gli estremismi politici e le diatribe personali e tornare a tracciare una strada per la comunità e per il territorio che lo chiede a gran voce. Purtroppo in questi anni le divisioni sono nate a causa della mancanza di autorevolezza dei presunti “leader” e da imposizioni autoritarie nel centro destra Atriano. La politica “dell’IO” e dell’uomo solo al comando ha portato a numerose sconfitte sia in Provincia che in Regione, relegando Atri a uno status di isolamento politico. Leader politici si è sul campo e non attraverso imposizioni e/o attraverso “ghigliottinamenti” selettivi dei possibili competitors. Bisogna dimostrare di essere leader attraverso la partecipazione, la condivisione e l’amore per il territorio che si rappresenta.

Oltre a lei in Atri i candidati del centro destra sono Emanuela Di Francesco(Fdi), Gabriele Astolfi (Fi) e presumibilmente Federica Rompicapo per la Lega. Non le sembrano troppi tre candidati?

Si, sono tanti ma è un problema più per gli altri che per me. Loro devono confrontarsi con liste dove non hanno spazio sufficiente e possibilità numerica per essere eletti. Il centro Destra Atriano è diviso da molto tempo. Si tiene in piedi anche a livello extra comunale sulle sonore sconfitte e sulle speranze delle partite da ultima spiaggia.  Ma chi sa di politica e sport sa bene che, se non si ricostruisce e si cambia, la strada è segnata. Torno a ribadire che destra e sinistra nel nostro territorio dovrebbero essere concetti superati soprattutto in una competizione elettorale sovra comunale. Nel mio caso, la partita è una grande opportunità per il territorio. La mia elezione, nel caso di vittoria del centrodestra regionale, che oggi sembra molto concreta, è altamente possibile, avendo come quorum elettorale un numero concretamente raggiungibile. Noi Moderati potrà eleggere uno o due consiglieri regionali con un numero di voti inferiore alle altre liste. Con questi dati la mia elezione oggi ha un’elevata possibilità di realizzarsi. Un’opportunità molto concreta che spero, tutti insieme, riusciremo a raggiungere al fine di rappresentare degnamente il nostro territorio.

Nel suo programma quali sono i punti di forza per rilanciare l’area del Cerrano e quella della Val Fino da tempo senza un rappresentante in Regione?

Vivere a pieno tutto il territorio da molteplici punti di vista e conoscerne le problematiche è sicuramente il primo passo per potere individuare programmi e soluzioni. Esistono idee che se perseguite con forza e determinazione possono diventare vincenti. Esistono vocazioni territoriali da seguire. Il turismo, l’agricoltura, l’artigianato, l’ambiente, la cultura, l’enogastronomia, il terziario, la sanità.  Il tempo della campagna elettorale verrà utilizzato da me e dai mie collaboratori per approfondire singoli argomenti e problemi che appartengono a queste vocazioni. Per il loro sviluppo c’è bisogno di innovazione, studio e competenze dei nostri giovani. Questa è la strada che la politica deve supportare per creare nuove e redditizie forme di lavoro.  Al contempo la politica ha il dovere di difendere fermamente i servizi che da tempo insistono sul nostro territorio. Gli strumenti economici e giuridici ci sono. Si respira nell’aria la volontà, sia da parte dei nostri giovani sia da parte di chi torna ad investire o da parte di chi lo fa per la prima volta anche dall’estero, di fare in modo che il nostro territorio torni ad esplodere. Per far si che tutto ciò accada bisogna essere uniti. I nuovi strumenti che ci vengono messi a disposizione permettono di superare gli ostacoli geografici o le distanze dai nuovi centri attrattivi. Dobbiamo incentivare e supportare le nuove idee imprenditoriali con una nuova visione e da un diverso punto di vista. Aprirci al nuovo utilizzando il patrimonio che abbiamo.  Io penso che, non è la Città che deve demandare alla politica il suo futuro, ma è la Politica che deve essere all’altezza del Dna della Città.  

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