“San Liberatore al collasso e dimenticato dalla politica”. La denuncia del Comitato difesa Ospedale

“San Liberatore al collasso e dimenticato dalla politica”. La denuncia del Comitato difesa Ospedale

In un lungo e articolato scritto, il comitato difesa ospedale San Liberatore torna a denunciare la grave crisi che attraversa il nosocomio di Atri. Ritorno, mio malgrado e con estrema sofferenza, sul disastro annunciato che si attanaglia intorno all’Ospedale S. Liberatore di Atri, da parte delle politiche messe in atto dal centro destra atriano, provinciale, dell’ASL di Teramo (Brucchi-Di Giosia), nonché di quella regionale, scrive Mario Marchese.

Ormai, dopo aver, direi anche “salvato” la gestione del centro destra della sanità teramana, avendo reso l’Ospedale per ben 2-3 volte tutto Covid 19. E detto più volte anche con questo, salvato sia il Mazzini di Teramo, che S. Omero e Giulianova (ben protetti tutte e tre dalla politica del centro destra ed anche del centro sinistra provinciale), nonché l’Ospedale di Pescara, per l’aiuto, dimostrato con i fatti, i ricoveri, presso il nostro presidio durante la Pandemia ed al segno di “nessuno  dimenticherà il sacrificio fatto dal S. Liberatore, dal personale medico e non medico, nonché dalla città di Atri e del suo territorio di riferimento, per quanto fatto durante la Pandemia”.

Atri, è rimasta senza protezione, senza alcuna tutela, direi politica. Perchè sono scelte solo politiche quelle espresse che hanno ulteriormente ridimensionato il “S. Liberatore”, non la sua qualità in prestazioni, o meglio la volontà  amministrativa e professionale di portarlo avanti nonostante tutte queste difficoltà, condizionamenti, sgambetti, negative prese di posizioni.

Certo a lungo andare, la gente fa altre scelte, cercano altre fiducie, in pratica cerca il privato per risolvere in un modo o nell’altro (pagando o meno) il loro problema di salute (sempre che possono permetterselo).

Strutture che sono proliferate nel territorio del teramano, e del pescarese. Realtà allora tenute a freno con il prestigio, il lavoro e la qualità espressa dal S. Liberatore e le sue maestranze, professionisti:  Medici, Tecnici ed Infermieri, nonchè Scuole Professionali ivi attivate, che voglio ricordare agli smemorati, sono state: “Infermieri Generici, Infermieri Professionali, Infermieri Psichiatrici, Tecnici di Laboratorio riservato ai Periti chimici, Odontotecnici, e in ultimo i Tecnici di Radiologia Medica, poi Corsi di riqualificazione straordinaria degli Infermieri Generici in Infermieri Professionali, ed i ultimo le OSS”.

Siamo stati i primi ad Ospedalizzare ed applicare la Legge Basaglia, così pure ad applicare la Legge 194. Facevamo la PET già nel 1999  in Medicina Nucleare, che oltre la stessa era coadiuvata dal laboratorio Rya, (rimasto in vita fino a due anni fa, per poi fatta chiudere dalla gestione teramana).  Si faceva la Terapia del dolore in Anestesia e Rianimazione, Atri era un punto di riferimento regionale che per decenni ha fatto questo. Poi sono subentrate le Aziende, i budget, ed ecco apparire  i Direttori Generali, i Manager, le leggi suicide  della sanità pubblica, ed il tutto, oltre a costare il triplo di allora, hanno distrutto la sanità pubblica in ogni dove, nel momento anche che li hanno passate alle Regioni le competenze organizzative e strutturali, ed è stata la fine.

Questo impegno ed organizzazione ha tenuto a freno il privato nel territorio, facendo risparmiare milioni e milioni di lire all’erario, poi, con le ASL decentrate, o accentrate a quelle provinciali (Teramo), il S. Liberatore ha perso per boicottaggi e costrizioni e ridimensionamenti,  ha perso ruolo nel territorio.

Poi, tira, che ti tira, il filo si è spezzato, vero Signor Sindaco Ferretti? Vero Direttore Di Giosia e dr Brucchi? Vero Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, dr G. D’Alberto? Vero Assessore alla Sanità Regionale, dr Verì? Vero Signor Presidente Marsilio? Vero partiti di centro destra (Lega-Forza Italia-F.lli d’Italia) e di centro Sinistra (PD in particolare?).

Dopo il Covid19, ancor di più è stato messo in difficoltà, mentendo  queste ISTITUZIONI, palesemente, sulle promesse fatte, NON riaprendo la PEDIATRIA, non hanno riaperto la Cardiologia dovutamente (solo la volontà del dr Marini resiste, ma fino a quando?). Non hanno riaperto a dovuta potenzialità le attività chirurgiche di Ortopedia generale, di Chirurgia Generale, di Urologia, di Oculistica, per deficienza voluta e portata avanti di non assumere ANESTESISTI, promessi ma non assunti per Atri, anche facendo la mobilità per Atri dagli altri Ospedali, così come Atri ha fatto per gli altri in tempo di Covid e non solo, oppure fare Convenzioni aperte con anestesisti in pensione, che operano anche in realtà private.

E di questo, ne risentono il N° delle sedute operatorie, anche di quelle programmate, esprimendo un disagio mai raggiunto nel passato.

Penso che ne sia stato informato Signor Sindaco, almeno spero. Altro che riavere i Posti Letto di Ostetricia e Ginecologia (che sono attività diagnostiche e chirurgiche). Posti letto ridati la dove in regione furono soppressi i Punti Nascita, a Sulmona, Penne ed Ortona.

Non parliamo poi di Sulmona, che nonostante solo 219 parti l’anno (anno 2019), ancora oggi, con Marsilio, ha riaperto il suo Punto Nascita, nonostante fu oggetto dello stesso DECRETO SOPPRESSIVO emanato allora, nel 2015, da parte della coppia D’Alfonso-Paolucci. Sta di fatto la POLITICA ha consentito di rimanere aperto a Sulmona, quindi, non era imperativo chiudere ad Atri con 553 parti l’anno, e parametri di sicurezza della Legge Fazio tutti rispettati, meglio di tanti allora rimasti aperti. Furono solo volontà politiche, come lo è ancora oggi non volerlo, o volerlo solo per Sulmona. Sarebbe anche interessante verificare quanti parti fanno S. Omero e Teramo nell’ASL teramana di cui si parla, con tutto quel personale addetto.

Altro che recupero di questo Servizio alla collettività caro centro destra di Atri, Astolfi, Ferretti etc.

Cosa volete fare? Promesse ne avete fatte, e tante anche, e la gente vi ha anche votato, e pensate ancora di ingannarli ancora? Nel 2023 si rivota per Atri, e nel 2024 per la Regione Abruzzo, cosa racconterete agli atriani in merito? Quando avete avuto tutta la filiera per decidere diversamente e cioè: “Comune di Atri, ASL di Teramo, Provincia di Teramo, Direttori Generali e Sanitari dell’ASL teramana, della Giunta Regionale, e non ultimo anche del Governo Nazionale. Cosa gli racconterete ancora che la colpa è degli altri?”

Chiudo qua, ricordando che al dr Di Giosia, al dr Brucchi, che ATRI è l’unico Ospedale dei 4 dell’ASL di Teramo, che non ha una RNM (deliberata 5 anni fa, e poi mai consegnata ad Atri) Non le sembra il momento di farlo? Ed abbassare così, ed anche la “mobilità passiva?” Con privati e da fuori Regione?

Altro che 8 milioni di risparmi dell’ASL, ma a quale prezzo? Per i cittadini? Che poi sono costretti a pagare di tasca propria prestazioni necessarie alla propria salute?

Per fare aumentare la produttività ci vuole personale, si possono determinare attività di compartecipazione come allora si faceva con le “aggiuntive”, smaltendo le “liste di attesa” non facendo gli esami solo a pagamento, ma fuori orario di attività  ed aperture dei servizi, che erano, e sono, dalle  ore 8.00 del mattino, fino alle 20.00 di sera, e poi si facevano queste prestazioni  dei Tecnici e Medici, compreso il Sabato pomeriggio e la Domenica mattina. Ovviamente  assicurando sempre le urgenze. Ma non ci state a questo discorso, vero? E’ meglio dirottare verso il privato, prestazioni in convenzione e poi al suo esaurirsi a pagamento in proprio. Chi può, può, diversamente si attaccano al tram. Le prestazioni venivano classificate con un costo che l’ASL ripartiva rispetto all’equipe che aveva provveduto ad effettuarle in termini parametrati per qualifiche interessate. Il Cittadino nulla ci rimetteva, pagava solo il tikets dovuto. Vero cari amministratori e soprattutto POLITICI ????E poi una proposta ulteriore mi risento di fare: “perché non proponete ai tanti specialisti che vanno in quiescenza, convenzioni con l’ASl , invece che andarsene dai privati? Al fine di non avere deficienze di operatori come: Anestesisti, Cardiologi, Gastroenterologi, Chirurghi, Ortopedici, Oculisti, Otorini, Radiologi, Dermatologi etc. etc.?  Perchè non date la possibilità di fare centri POLISPECIALISTICI chirurgici, mettendo a disposizione il Presidio, sale Operatorie,  personale, a questi Ospedali di periferia che lo vogliono fare? Perché costringete la gente a viaggi della speranza? O meglio a pagare di tasca propria quelle prestazioni, o in convenzione aumentando la mobilità passiva a tutto danno del pubblico? 

Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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