Unione dei Comuni, la proposta del Circolo di Sinistra Indipendente di Atri: superare le politiche del campanile

Unione dei Comuni, la proposta del Circolo di Sinistra Indipendente di Atri: superare le politiche del campanile

Leggo, ormai da più parti volontà strategiche ed anche politiche, di iniziare un discorso , di parlare di “UNIONE di COMUNI”, in particolare: di ATRI con PINETO e SILVI (e poi, in seguito anche altri della vallata Fino e Vomano, ma una volta concretizzata la 1° fase). E’ quanto scrive in una nota Sinistra Indipendente ricollegandosi ad alcune iniziative dei privati cittadini.

Bene, caro Prof. Spezialetti, scrive Marchese- sono pienamente d’accordo, ma bisogna sempre superare le “politiche del campanile”, che non, o sono, della gente normale, ma e soprattutto, dei politici, dei partiti, che vedrebbero o meno flettere le loro ambizioni, velleità, e quant’altro.

PERSONALMENTE, da Sindaco di ATRI, nel 1998-1999, ebbi a promuovere, con l’aiuto con l’aiuto di due albergatori, uno di Atri, il dr Di Meco Pino, e l’altro di Silvi, il dr Mion, di iniziare una proposta di creare un’Associazione di Comuni, che investisse e promuovesse il territorio, sia da un punto di vista turistico, che ambientale, nonché culturale e dei suoi beni culturali , ambientali ed architettonici e monumentali Atri in primis, e lo chiamammo “LE TERRE DEL CERRANO”. Lo formalizzammo in un documento adottato dai Consigli Comunali dei 4 Comuni, e lo presentammo  presso il Teatro Comunale con relativo regolamento e LOGO, molto bello, ancora evidente e presente in  in aree di confine di questo territorio dei 4 comuni. Stampate anche in manifesti, in cui la Cattedrale di Atri giganteggiava. Atri era anche il Comune Capofila, assieme ai Sindaci di Pineto, dr Parisse, di Silvi, dr Di Febbo, ed anche di Roseto, nel dr Crisci..

Depliants monolingue: Italiano, Inglese, Tedesco, Francese. Ne furono stampate centinaia di miliaia, ed assieme ai manifesti che stavano nelle stazione dei treni più importanti d’Italia, Aereoporti etc nelle fiere turistiche di Europa, finanche  il settimanale Vogue,  e sugli Aerei.

Cercammo di stampare loghi per gli alberghi della costa, locandine, adesivi, e finanziammo pulmans che andavano a prendere i turisti presenti sulla costa, previa prenotazione, e li portevamo a visitare Atri, avendo cura prima di un convenzionamento con i relativi  ristoranti, con prezzi politici concordati per una cena. Il motto era: “di giorno al mare, la sera ad Atri a gustarsi Atri di notte”, e poi “cenare con prodotti tipici del territorio”. Ovviamente questo si ripeteva per Montepagano e Silvi alta, e Mutignano, nei limiti del possibile e con la preponderanza che Atri rivestiva in quel contesto.

Cercammo anche di fare il “logo” per qualificare e far riconoscere prodotti di attività del nostro territorio: liquirizia, vino, olio, pasta, formaggi etc. etc.

Questa iniziativa fu accolta con estremo interesse in Italia, anche al di fuori, in Belgio ad esempio, e soprattutto in Regione Abruzzo e regioni vicine. Ma poi, a qualcuno non piacque più questo “giocattolo”, che aveva anche la pretesa  di organizzare nei Comuni interessati, le proprie manifestazioni (nei limiti del possibile) per non sovrapporci, dividerci gli interessati, i turisti, i cittadini di questo territorio.

Ma alla mia non rielezione, ovvero riproposizione di una coalizione come Sindaco, tutto venne meno, distorto, distrutto, ed andò nel dimenticatoio e nella delusione dei più. Cercai, dalla opposizione, la dove ero finito, di tenere alto questo interesse, ma si doveva cercare  di distruggere tutto quello che Marchese aveva fatto di buono, ed, soprattutto il suo eventuale ricordo.

Ho raccontato questo perchè, senza la VOLONTA’ POPOLARE, la delega degli stessi ai Sindaci, ai Partiti, agli Amministratori, prima o poi, essi si riprendono il loro ruolo nei rispettivi campanili e campanilismi , direi ad arte rimessi in piedi.

Ed allora? Cosa bisognerebbe fare? Io dico che senza la delega popolare, non si va da nessuna parte, e ciò dovrebbe far pensare, a fare, organizzare, un “REFERENDUM CONSULTIVO-PROPOSITIVO” interessanti in 3 Comuni, ed a risultato acquisito, formalizzare “L’UNIONE  dei COMUNI di Atri, Pineto, Silvi” con atti di Delibere dei rispettivi Consigli Comunali, regolamentato, così come prevista dalla Legge n° 56 del 7-4-2014.

Anche perché, ci dovrà essere un regolamento da votare per avere un’assemblea di eletti e rappresentanti dei 3 Comuni, con la elezione di un Sindaco, di un Consiglio Comunale territoriale, di una Giunta. Ci vuole un regolamento di competenze da approvare etc. etc. E questo non facile, ripeto.

Solo così si aggirano i vari interessi da mettere poi,  mettere assieme  le competenze, e cioè quelle sul  TURISMO, sull’AMBIENTE, sulla VIABILITA’, sull’ OSPEDALE S. LIBERATORE, sulla ricettività ALBERGHIERA, sui SERVIZI SOCIALI e controllo del TERRITORIO, sulle Guardie MUNICIPALI da Gestire assieme, alle Politiche Scolastiche e loro ubicazione e strutture, allo SPORT e relative Strutture sportive da poter gestire assieme (Vedi Centro Turistico Integrato), sul Commercio e, ripeto ancora, impegnarsi a fondo verso i PARTITI che la fanno da maggiore, sul rilancio, dell’Ospedale S. Liberatore di ATRI, che deve essere imposto ai partiti, alle amministrazioni dell’UNIONE alla Regione Abruzzo, che deve rimanere al centro di questo progetto,etc. etc.

Oggi, già noto, in alcuni sindaci delle riserve, figuratevi nei partiti cosa avviene ed avverrà.

Quindi, ripeto, è il POPOLO che deve essere investito prima di tutto, e soprattutto.

Diversamente, sono delle espressioni di BUONA VOLONTA’ CIVICA, buone solo in fase pre-elettorali per alcuni e per altri no, e poi, lasciate li, a decantare nelle buone intenzioni, che sono sempre lodevoli, ma poi a distanza, bisogna portarle AVANTI con concretezza, altrimenti rimangono tali, anzi, a volte osteggiati. Invece, il MANDATO POPOLARE ACCLARATO DA UN REFERENDUM, darebbe una forza dirompente ed istituzionale da poter portare avanti e e coni garanzia, come  avviene con il MANDATO ISTITUZIONALE  e POPOLARE di un REFERENDUM, ovviamente organizzato ed indetto nei tre territori nella medesima giornata. Almeno è questa la mia modesta  proposta.

E, NON ULTIMO, perché non verificare la possibilità di entrare nella provincia di Pescara? Assieme a Pineto e Silvi? Stante che, oggi, anche i Collegi elettorali ci legano a Pescara e non più a Teramo? Grazie poi, e comunque, a chi lavora su questo progetto, che è sempre encomiabile, e che troverà il mio incondizionato appoggio.

Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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