Due cittadini albanesi, ormai radicati a Montesilvano (Pe) e attivi anche nel settore commerciale, sono risultati al vertice di un’organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina ed eroina destinata al mercato regionale. E’ quanto emerso dall’operazione “Rondò”, condotta dai carabinieri di Pescara e Montesilvano, con il supporto di reparti territoriali e speciali e dall’elicottero del 6° Nucleo di Bari, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Pescara, che ha portato all’esecuzione di venti ordinanze di custodia cautelare nelle province di Pescara, Chieti, Barletta-Andria-Trani e Foggia. Secondo gli inquirenti, i due albanesi gestivano le operazioni in maniera complementare: uno era responsabile del traffico di cocaina, importata dal Nord Italia, mentre l’altro coordinava l’arrivo dell’eroina dal Foggiano. Entrambi mantenevano stretti contatti con altri narcotrafficanti locali e nazionali, fungendo da punti di riferimento per il rifornimento delle piazze di spaccio dell’Abruzzo.
L’organizzazione si avvaleva di una rete ben strutturata di corrieri fidati, tra cui anche altri cittadini albanesi, incaricati di trasportare ingenti quantitativi di stupefacente. Alcuni corrieri erano del tutto insospettabili, talvolta incensurati, e venivano utilizzati per nascondere la droga nelle loro abitazioni, rendendo più difficile il lavoro delle forze dell’ordine. La moglie di uno dei due albanesi, originaria del foggiano, aveva un ruolo chiave nei rifornimenti di eroina, coordinando contatti con fornitori locali e garantendo il transito della sostanza fino all’Abruzzo. Le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno svelato la precisione con cui l’organizzazione gestiva il traffico, trattando i prezzi in base al principio attivo e al taglio delle sostanze. La cocaina e l’eroina venivano poi distribuite a gruppi locali, in particolare nel quartiere Rancitelli di Pescara, che curavano lo spaccio al dettaglio. Alcune conversazioni captate hanno mostrato l’approccio “imprenditoriale” dei due leader, attenti a mantenere prezzi bassi per fidelizzare i clienti e massimizzare i guadagni, garantendo così un flusso costante di sostanze sul mercato.
Durante l’attività investigativa, durata oltre un anno, i carabinieri hanno sequestrato circa 30 chilogrammi tra cocaina ed eroina, 100 mila euro in contanti e attrezzature per il confezionamento delle “panette” di droga, comprese presse e stampi in ferro. Nonostante l’uso di cripto-telefonia per eludere intercettazioni, grazie a tecnologie avanzate messe a disposizione dalla Procura di Pescara è stato possibile penetrare le comunicazioni dell’organizzazione, permettendo anche l’arresto in flagranza di 15 corrieri e persone collegate ai due indagati principali. L’operazione “Rondò” ha dunque permesso di smantellare un’intera rete criminale che gestiva il traffico di stupefacenti con modalità imprenditoriali, neutralizzando un punto di riferimento del narcotraffico tra Abruzzo e Puglia e garantendo un importante colpo alle piazze di spaccio locali.

