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Sanità: Pescara, intervento salva vista su neonata prematura di 610 grammi

Foto Claudio Furlan - LaPresse 29 Febbraio 2020 Cremona (Italia) Cronaca Tenda per la triage allestita all’ospedale di Cremona per gestire l’emergenza coronavirusPhoto Claudio Furlan - LaPresse29/02/2020 Cremona - ItalyNewsTriage tent set up at the Cremona hospital to manage the coronavirus emergency

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Affetta da una forma severa di retinopatia del prematuro, la bambina ora è a casa e le sue condizioni sono buone

 

“Per la prima volta in Abruzzo, all’ospedale di Pescara, è stato eseguito un trattamento intravitreale con farmaci anti-Vegf su una neonata estremamente prematura, nata alla 24esima settimana di gestazione con un peso di 610 grammi, affetta da una forma severa di retinopatia del prematuro (Rop)”. Lo comunica l’Asl Pescara in una nota. La Rop, ricorda, è una patologia oculare che colpisce i neonati pretermine ed è caratterizzata da una crescita anomala dei vasi sanguigni della retina. In assenza di un intervento tempestivo, può evolvere verso esiti gravi, fino alla compromissione permanente della funzione visiva.

La piccola paziente – informa l’azienda sanitaria – è stata presa in carico dalla Terapia intensiva neonatale e inserita in un percorso assistenziale multidisciplinare che ha coinvolto la Uoc di Oculistica, l’Oftalmologia pediatrica e l’Anestesia del blocco operatorio. A seguito della valutazione clinica condivisa tra le équipe, è stato deciso di procedere al trattamento intravitreale con farmaci anti-Vegf, oggi considerato uno degli approcci terapeutici più accreditati per le forme avanzate di Rop. L’ospedale di Pescara è dotato di Terapia intensiva neonatale (Tin), struttura fondamentale per l’assistenza ai neonati prematuri e ai nati con condizioni cliniche complesse. La presenza della Tin consente una presa in carico specialistica immediata fin dalle prime ore di vita e rappresenta un elemento essenziale per la gestione dei parti ad alto rischio, garantendo continuità assistenziale e integrazione con le altre specialità coinvolte nel percorso di cura.

L’intervento è stato eseguito all’interno dell’azienda – si precisa nella nota – consentendo di evitare il trasferimento della neonata in strutture extra-regionali e garantendo alla paziente e alla sua famiglia la continuità del percorso di cura nello stesso contesto assistenziale. Un aspetto di particolare rilevanza nei casi di estrema prematurità, che permette di ridurre i disagi clinici, logistici ed emotivi legati alla mobilità sanitaria fuori regione. Il trattamento si è inserito in un percorso di presa in carico continuativa, con follow-up specialistico programmato e condiviso tra le strutture coinvolte. “I controlli successivi hanno confermato una totale regressione della malattia. La bambina è attualmente a casa e le sue condizioni cliniche risultano buone, con un monitoraggio che proseguirà secondo i protocolli previsti”, riferisce l’Asl.

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