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Tpl: Abruzzo, sindacati annunciano sciopero regionale per l’8 gennaio

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Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal annunciano lo sciopero regionale in Abruzzo di tutto il settore del Trasporto Pubblico Locale (Tpl) per giovedì 8 gennaio. La decisione, assunta congiuntamente dalle organizzazioni sindacali, nasce dalla profonda preoccupazione per le politiche di gestione della mobilità adottate dalla Regione Abruzzo e per le prospettive future delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, nonostante il Tpl rappresenti la seconda voce del bilancio regionale e garantisca un diritto costituzionale fondamentale, quello alla mobilità, sancito dall’articolo 16 della Costituzione.

Come spiegano Aurelio Di Eugenio (Filt Cgil), Andrea Mascitti (Fit Cisl), Vincenzo Marcotullio (Uiltrasporti) e Luciano Lizzi (Faisa Cisal), alla base della mobilitazione vi sono quattro criticità non più sostenibili. La prima riguarda il tema degli affidamenti e delle gare del Tpl regionale. In assenza di qualsiasi confronto preventivo e di un percorso di concertazione, l’avvicinarsi delle scadenze dei contratti di servizio – 2026 per le aziende private e 2027 per Tua – rischia di ridefinire profondamente l’assetto del trasporto pubblico senza adeguate garanzie per le società coinvolte e per i lavoratori. Il secondo nodo è quello della sicurezza, sempre più compromessa. Le organizzazioni sindacali denunciano il perdurare di una situazione di insicurezza per personale e utenza, aggravata dall’assenza di un piano regionale strutturato che preveda videosorveglianza, presenza delle forze dell’ordine sulle linee più a rischio e formazione specifica. Interventi isolati non sono sufficienti a fronteggiare il fenomeno. Terzo elemento di forte criticità, secondo i sindacati, è l’abbandono delle aree interne, penalizzate da scelte politiche ritenute miopi e prive di una visione di sviluppo.

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