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Roseto degli Abruzzi, la Cassazione boccia il ricorso del Comune sulla Tari del 2018

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“La Corte Suprema di Cassazione”,  esordisce la consigliera  comunale   Rosaria Ciancaione,  capogruppo dei Liberi Progressisti“,   con Decreti del 31.10.2025  boccia il Comune di Roseto su  altri  sette ricorsi  riferiti alla Tari 2016-2017, condannandolo al pagamento di  pesanti spese legali”

Il tema è stato affrontato ancora una volta dalla capogruppo  nel consiglio  del 5.11.2025 in sede di variazione di bilancio, evidenziando  come  il notevole contenzioso in essere in campo tributario, soprattutto per la Tari, abbia  creato  elevati costi per  il bilancio dell’Ente.

 

“Nello scorso consiglio ho ricordato”, prosegue la consigliera,  “che il contenzioso è nato dopo l’approvazione all’unanimità  della mia mozione riferita alla restituzione ai rosetani  della somma di 800 mila euro  riferita alla Tari 2018, in esito alla  Sentenza del Tar Abruzzo n. 83/2019 sul ricorso presentato da  balneatori e commercianti.

 

Una  mozione,  tra l’altro,  integrata dalla maggioranza affinchè  il Comune   predisponesse entro tre mesi un piano di rimborso,  anche pluriennale,  in modo da consentire   la restituzione  della somma a tutti i contribuenti in  tre/cinque anni.

 

Purtroppo, il 30.6.2022, a distanza di un mese,  il Comune, anziché procedere come stabilito nella mozione,  si oppose in Cassazione a ben 20 sentenze dell’allora Commissione tributaria regionale per l’Abruzzo,   che riconoscevano ai balneatori ed altri operatori economici  il diritto di pagare somme ricalcolate sulla base della  sentenza del Tar n. 83/2019,  attivando, così, un contenzioso –   che alla luce delle sentenze che si stanno susseguendo –  rischia di  appesantire il bilancio comunale  di   spese legali  per condanne e incarichi che  potrebbero avvicinarsi agli  800 mila euro.

 

Se  solo pensiamo, infatti,  che nei tre gradi di giudizio la condanna del comune al pagamento di spese legali a favore dei contribuenti,  per ogni anno è arrivato a c. 10 mila euro e se pensiamo che stiamo parlando di un contenzioso che riguarda ben 6 annualità  e almeno 15  contribuenti,  ci rendiamo subito conto che si parla di cifre esorbitanti,  anche tenendo conto degli oltre 110 mila euro spesi  affidando gli incarichi  legali per la   difesa in Cassazione.

 

E’ evidente che davanti a siffatte scelte di politica tributaria, che potrebbero comportare anche pesanti responsabilità erariali”, conclude la consigliera, “ su bilancio e variazioni, come nell’ultima delibera,  il mio voto  è stato e sarà  sempre contrario”.

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