Il Direttore Generale della Asl di Teramo, Di Giosia, ha recentemente commemorato le vittime, direi defunti,
causa Covid19, con cerimonia a far data 18-Marzo-2025, c/o il Reparto malattie infettive del
Mazzini di Teramo , Ma, presso il S. Liberatore di Atri, che ha avuto centinaia e centinaia di ricoveri, con anche defunti causa Covid19, in particolare nei primi mesi, ed è rimasto per volontà solo politica, “OSPEDALE
tutto COVID 19 per ben due anni”, non ritiene che meriti una cerimonia tutta per se, anche per
dare il ringraziamento a tutte le professionalità che si sono espresse per la cura e l’assistenza
delle persone ivi ricoverati da più parti del territorio provinciale e fuori ASL, come l’ASL di Pescara? E’ quanto chiede in una nota Mario Marchese in qualità di presidente del Comitato Difesa Ospedale di Atri.
Costituendo una si, ed anche, una barriera professionale e di impegno, contro questa epidemia,
sconosciuta, e che tanti danni e vittime ha provocato tra professionisti addetti, nonché pazienti ivi
ricoverati e non, o assistiti in proprio? Non ritiene che abbiano un dovuto riconoscimento, anche a
seguito dei famosi proclami di Marsilio-Verì, che: “Nessuno avrebbe mai dimenticato i sacrifici
compiuti dal personale Medico ed infermieristico, ed altri Tecnici ed OSS, nonché quelli
amministrativi, nella gestione e funzionalità del Presidio nel territorio dell’ASL, ma anche
dell’ASL di Pescara? Nonchè dalla Città di Atri”
So che gli operatori si sono sottoposti in quel periodo a rischi enormi, aggiunge Marchese, senza attrezzature adeguate, senza disinfettanti giusti, con sacrifici e rischi personali, anche in scarsità di personale
infermieristico addetto proprio nelle realtà coinvolte in prima linea, come la Medicina e Lunga
degenza etc. compreso i servizi: Radiologia, Laboratorio, Riabilitazione etc. etc. Cose queste
riprese allora, con una “VISITA ISPETTIVA del Vice Presidente del Consiglio Regionale
d’Abruzzo, dr D. PETTINARI, poi tramutato con la presentazione in Consiglio Regionale di
una dettagliata INTERPELLANZA”, e dopo aver ascoltato, anche in mia presenza e nella
presenza del dr Marini, allora, le testimonianze degli operatori addetti, in particolare della Medicina
etc.? Non sarebbe stato il caso, di farla questa cerimonia anche qui, al S. Liberatore? Direi
soprattutto al S. Liberatore? Anche su queste cose non avete mantenuto le promesse fatte,
davanti a tivù e giornalisti, di tutte le reti, locali e nazionali. Ho atteso invano di vedere questo atto,
ma non è venuto, ed allora mi sono espresso a scrivere alle SSLL. E, sarebbe il caso, oltre fare questa commemorazione, ringraziare tutti per questo segno di abnegazione e generosa attività
espressa dagli operatori tutti del Presidio Ospedaliero S. Liberatore di Atri. Come? Scelga lei.
“Covid-19, Il San Liberatore merita una degna commemorazione dei defunti” L’appello di Marchese

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