E’ in un appartamento dove vivevano alcuni pusher del gruppo, ubicato in pieno centro cittadino vicino al Parco del Castello a L’Aquila, che c’era il principale ritrovo del sodalizio criminale sgominato stamattina in un’operazione della polizia a L’Aquila, con 30 provvedimenti cautelari e 42 indagati complessivi. In questo covo, luogo di dimora di uno dei vertici dell’associazione e della sua compagna, ubicato alla periferia di L’Aquila, venivano fatti confluire i quantitativi di stupefacente da cedere al dettaglio; veniva svolta, con continuità, un’attività di preparazione e confezionamento di dosi e avvenivano gli incontri con finalità organizzative di spaccio, con pianificazione dei rifornimenti e scelta delle strategie operative. E’ qui che rientravano quanti erano impegnati nelle attività di spaccio svolte quotidianamente per effettuare ulteriori rifornimenti di dos, per consegnare il denaro ricevuto, per fare il rendiconto dell’attività svolta, per ricaricare i telefoni da lavoro, per aiutare nel confezionamento e per assaggiare le nuove partite di cocaina.
Interessante sottolineare- spiegano in Questura a L’Aquila- come, dall’attività tecnica, sia emerso che, al momento dell’ingresso nell’associazione, si conclude, per utilizzare le parole di uno dei vertici, “un contratto a tempo indeterminato”. E’ tale tipologia di accordo che questi offre ad uno dei soggetti che vuole affiliarsi e che poi, di fatto, si affilia dicendogli esplicitamente che può scegliere di essere retribuito a “cottimo” ossia a pezzo venduto o “a tempo” ossia in base al numero di ore di lavoro effettuate. L’associazione, verticisticamente organizzata, prevedeva al vertice tre soggetti, di nazionalità albanese, macedone ed ucraina, che si occupavano dell’approvvigionamento della sostanza stupefacente e dettavano le direttive e gli ordini ai sodali per la gestione dell’attività di spaccio riscuotendone tutti i proventi; al livello intermedio 9 affiliati che prendevano parte alla “riunioni” strategiche del livello apicale ed, infine, 14 soggetti con il ruolo di pusher. Le attività di oggi sono state eseguite con il supporto del Servizio Centrale Operativo e con la collaborazione di personale delle Squadre Mobili di Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Chieti, Foggia, Perugia, Pescara, Teramo, Napoli, Caserta, Isernia, Latina, Macerata, Roma, Terni, Viterbo, Frosinone, delle S.I.S.C.O di Ancona, Roma, Salerno, Campobasso e Perugia e con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine di Pescara, Vibo Valentia, Cosenza, Napoli, Roma e Bari, di 2 unità cinofile della Questura di Pescara ed Ancona e del reparto volo della Questura di Pescara. Tutti i soggetti sono stati rintracciati in questa Provincia.

