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Sanità: aggressione in Oncologia a Pescara, Cgil Fp ‘sicurezza tema non più differibile

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La Fp Cgil e i Medici e dirigenti sanitari Abruzzo Molise esprimono solidarietà al corpo sanitario del reparto di Oncologia dell’ospedale di Pescara “vittima di una vera e propria irruzione da parte di un commando”. Qualche giorno fa un gruppo di 40 persone, per la maggior parte rom, è entrato nel reparto, dopo aver saputo del decesso di un parente, ha divelto porte, minacciato, offeso, distrutto suppellettili. Le forze dell’ordine sono state costrette ad intervenire e a scortare la salma fino all’obitorio. “Il continuo ripetersi di atti di violenza nei confronti di operatrici e operatori sanitari – dice la Cgil – pone, ancora una volta, il tema della sicurezza sul lavoro come una priorità non più differibile nei plessi ospedalieri. Non esistono situazioni non prevedibili e non evitabili. Quanto accaduto, purtroppo, rappresenta sempre più la quotidianità di chi opera nell’ambito ospedaliero. Come abbiamo già detto in precedenza occorre predisporre tutte le azioni utili a garantire la sicurezza di chi opera, a qualsiasi titolo, nella sanità, occorre più personale che possa gestire situazioni conflittuali come quella accaduta, occorre un posto fisso di polizia in ogni plesso ospedaliero, occorre una formazione mirata ad amministrare situazioni che mettano a rischio l’incolumità delle operatrici e operatori sanitari, perché non è più tollerabile che chi lavora per la salute degli altri metta in pericolo la propria. Per questo durante l’incontro di giovedì scorso con l’assessore e i dirigenti Asl abbiamo ribadito l’estremo errore che stava facendo il direttore Vero Michitelli, nell’ambito dei tagli di spesa, a ridurre il servizio di guardanìa, argomentando le nostre posizioni proprio in relazione alla tutela di chi opera in ambito sanitario”.

“Il sindacato. sarà sempre al fianco degli operatori sanitari, – viene aggiunto – ed è per questo che chiede una maggiore attenzione sui protocolli relativi al comportamento da tenere in caso di aggressione, che non possono essere considerati quali mero adempimento ma devono trovare applicazione sostanziale nella routine della gestione del Servizio sanitario, in tutte le sue articolazioni, prevedendo unità lavorative in misura adeguata e che siano specializzate e formate a tal fine. La Cgil chiede la costituzione di un tavolo prefettizio in quanto si tratta di una questione di ordine pubblico e quindi c’è bisogno della costituzione di un tavolo con tutti i soggetti istituzionali interessati per valutare quali possono essere le soluzioni per eliminare i pericoli per l’incolumità dei pazienti e del personale sanitario”.

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