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Atri, dopo trent’anni da medico di famiglia va in pensione la dottoressa Filiani

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Dopo trent’anni come medico di famiglia, la dottoressa Maria Luisa Filiani, ha lasciato il suo lavoro per raggiunti limiti di età. A dire il vero lei non ha mai visto il suo ruolo di medico come un lavoro, ma come una missione a favore della comunità in cui è nata e vive, e ce lo dice con un pizzico di emozione dalla quale traspare anche una certa dose di commozione. Laureata con 110 e lode alla Sapienza di Roma nel 1984, con una specializzazione in criminologia clinica, appartiene ad una generazione di camici bianchi alla vecchia maniera, sempre disponibile e gentile con i pazienti, anche nelle ore e nei giorni di chiusura del suo ambulatorio. La sua empatia deriva probabilmente dalla conoscenza dell’essere umano grazie agli studi post laurea in psichiatria e psicoterapia, e questo ha rappresentato una marcia in più per la Filiani nel rapportarsi con i suoi assistiti, ai quali ha sempre saputo dare una risposta non solo clinica ma anche psicologica, il cui valore, per un paziente, diventa talvolta più efficace della medicina. Il lungo elenco di uomini e donne che hanno affollato lo studio di Capo d’Atri, in via Accantosti, è la migliore rappresentazione della figura del medico di cui parliamo, tanto che molti genitori, all’atto di scegliere il camice bianco per i figli maggiorenni, non hanno esitato ad inserirli tra i pazienti della Filiani, a dimostrazione della considerazione professionale e umana che avevano verso di lei. Come il prete nel confessionale così il medico di famiglia conosce i vizi e le virtù dei suoi pazienti, e la riservatezza della Filiani è arcinota, non solo nel campo strettamente medico ma anche in quello sociale, le cui frequentazioni sono state sempre discrete e lontano dai riflettori della piazza. Nonostante sia trascorso oltre un mese da quado ha lasciato l’ambulatorio, il suo cellulare squilla ancora e dall’altra parte della cornetta in molti chiedono consigli, rassicurazioni e una parola di conforto. Lei non si nega e risponde a tutti, ben sapendo che la pensione è solo un aspetto burocratico e che la scelta fatta quando era una giovane studentessa della branca medica non si liquida per un fatto anagrafico, ma resta per sempre. Almeno per lei.

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