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Anniversario, il 30 giugno 1985 Papa Giovanni Paolo II in visita ad Atri

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Trentanove anni fa,  il 30 giugno 1985, faceva visita ad Atri il papa Giovanni paolo II , come raccontano le cronache di Giovanni Verna, giornalista Rai e direttore del giornale Diocesano “L’araldo Abruzzese” il Papa è stato accolto dal Vescovo di Teramo-Atri Mons. Abele Conigli che gli ha dato il primo saluto. Sulla bianca jeep il Papa e il Vescovo hanno percorso Viale del Risorgimento, Viale Umberto I e via Roma, tra la folla plaudente. All’altezza della Madonnina (di fronte all’ingresso del Museo Capitolare) il Papa è sceso e ha percorso duecento metri a piedi prima di salire sul palco in Piazza Duomo. Nella cattedrale, intanto, dalle sei del mattino i cinquecento e più malati organizzati dall’Unitalsi, erano confluiti ordinatamente con l’aiuto di un esercito di barellieri e di damine. In quel momento la Cattedrale, dedicata all’Assunta, era un vero e proprio Santuario Mariano che esaltava la Fede dei presenti. Senza preoccuparsi del tempo che scorreva inesorabilmente, Giovanni Paolo II si è intrattenuto con i malati, li ha abbracciati, ha parlato con loro, li ha benedetti. Infine il suo discorso sul valore della sofferenza che “ è un momento della storia della salvezza”. Il suo viaggio proseguì verso il Santuario di San Gabriele, proclamato Santo cento anni fa da Benedetto XV, dove ad accoglierlo c’erano migliaia di fedeli e soprattutto tantissimi giovani. Dal quel 1985 sono trascorsi trentacinque anni, e quel discorso sembra così attuale, non solo per la nostra comunità ma per il globo intero, vista la grave pandemia che sta investendo milioni di persone. Una sofferenza trasversale, senza confini e distinzioni di ceto, sesso, colore della pelle o appartenenza politica. In queste immagini, concesse alla nostra redazione dal maestro fotografo Giuseppe Tracanna, (nella foto con il cardinale Casaroli) possiamo rivivere quella giornata indimenticabile nella quale Giovanni Paolo II fece visita ad Atri, città che oggi può considerarsi luogo di memoria e di fede in cui il Santo, nostro contemporaneo, ha lasciato un segno di speranza e di amore senza fine. Le immagini inedite e mai pubblicate prima, sono un’autentica testimonianza di gioia, di calore di grande devozione verso quel Papa che nel suo lungo pontificato ha unito ciò che era diviso e rotto ogni confine tra i popoli. Al suo funerale, oltre ad un milione di fedeli e ai potenti della Terra, a Piazza San Pietro, si contavano sette tra re e regine, quarantasei presidenti, diciassette primi ministri e rappresentanti di religioni da ogni parte del mondo. Lo vogliamo ricordare con le parole del decano del Collegio cardinalizio, Joseph Ratzinger mentre pronunciava l’omelia della messa esequiale: “Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica Santo Padre…”

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