Il 24 settembre 2023, in Località Sella Ciarelli di Rocca Santa Maria (TE) è stato ricordato l’80° anniversario dell’eccidio avvenuto nel tardo pomeriggio del 26 settembre 1943 quando, per rappresaglia dopo la battaglia di Bosco Martese, i tedeschi fucilarono tre Carabinieri in servizio alla Stazione di Pascellata di Valle Castellana (TE) – il Brigadiere Leonida BARDUCCI, Comandante (classe 1910), originario di Ancona ed i Carabinieri Angelo CIANCIOSI (classe 1901) e Settimio ANNECCHINI (classe 1902), rispettivamente di Fossacesia (CH) e di Furci (CH) – ed il Sergente Maggiore degli Alpini Donato RENZI (classe 1913), del posto.
L’iniziativa è stata promossa dalla Sezione di Teramo dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dai Gruppi di Valle Castellana e Rocca Santa Maria dell’Associazione Nazionale Alpini ed ha visto la partecipazione di Autorità Civili e Militari, dei congiunti dei militari trucidati, di tanti comuni cittadini, nonché di una nutrita rappresentanza di studenti del Liceo Peano-Rosa di Nereto (TE).
L’eccidio sarebbe stato dimenticato se il senso civico di alcune persone straordinarie riunite nel “Comitato per i trucidati di Sella Ciarelli” non ne avesse nobilitato il ricordo, consegnandolo nel 2001 e per sempre alla storia del nostro Paese. Il 24 giugno di quell’anno fu infatti inaugurato nel luogo dell’evento un monumento in ricordo delle vittime, presso il quale si svolge ogni anno, da allora, la commemorazione.
Quest’anno la cerimonia ha avuto inizio alle 10,00 con il raduno dei partecipanti nella località Paranesi di Rocca Santa Maria, i quali successivamente, in corteo, sono giunti il Località Sella Ciarelli, ove ha avuto luogo dapprima l’alzabandiera ed a seguire la deposizione di una corona ai piedi del monumento e la celebrazione della Santa Messa.
Tra le Autorità presenti ha preso la parola il Col. Pasquale SACCONE, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Teramo, che ha così ricordato l’80° anniversario dell’eccidio:
“Autorità civili, militari, religiose, Associazioni Combattentistiche e d’Arma, cittadini tutti: consentitemi innanzitutto di esprimere un sentito ringraziamento per l’onore di poter presenziare nuovamente a questa commemorazione densa di significati.
Ricorre oggi l’80° anniversario dell’eccidio di “Sella Ciarelli”, avvenuto il 26 settembre 1943, per una rappresaglia conseguente alla eroica battaglia di “Bosco Martese”, consumatasi il giorno precedente.
Questa giornata ci permette di non dimenticare il passato, un passato eroico che narra di chi ha sacrificato la vita per il bene comune, per garantirci pace, giustizia e libertà e possiamo affermare, senza alcun ragionevole dubbio, che i martiri di “Sella Ciarelli”: il Brigadiere Leonida BARDUCCI, il Carabiniere Settimio ANNECCHINI, il Carabiniere Angelo CIANCIOSI e il Sergente Maggiore degli Alpini Donato RENZI, possono essere ascritti alla folta schiera degli eroi che hanno combattuto per questi valori.
All’indomani di una sconfitta impartita ai Tedeschi da una formazione di partigiani presso “Bosco Martese” (un angolo affascinante, isolato e selvaggio, ubicato a oltre 1000 metri, sull’Appennino abruzzese), i soldati del Reich si resero protagonisti di azioni crudeli di rappresaglia e di rastrellamento contro patrioti e civili del luogo.
Il 26 settembre 1943, i Nazisti, dunque, intrapresero una vasta azione combinata di Reparti di Fanteria e Artiglieria per stanare partigiani radunati verosimilmente nella località denominata “Ceppo”.
Nella circostanza, un Reparto di soldati tedeschi aveva occupato la Caserma dei Carabinieri di Valle Castellana, in località Pascellata e aveva arrestato i militari della Stazione, con l’accusa di aver collaborato con i partigiani.
Durante lo scontro, il Comandante della Stazione – Brigadiere Leonida BARDUCCI e i due Carabinieri Settimio ANNECCHINI e Angelo CIANCIOSI sono stati disarmati e fatti prigionieri.
Al termine di un sommario interrogatorio, di fronte all’ostinato rifiuto di fornire i nomi e i nascondigli dei partigiani, i Tedeschi decisero di passare per le armi i 3 carabinieri.
Con essi, trucidarono anche il Sergente Maggiore degli Alpini Donato RENZI, in licenza forzata dopo l’8 settembre per lo scioglimento della sua e delle altre Divisioni, che viveva in un’abitazione poco distante dalla Caserma dei Carabinieri.
Ad avviso dei nazisti, il Sergente RENZI era colpevole di aver nascosto nella propria abitazione un soldato neozelandese, anch’egli fucilato.
La Memoria dei martiri di “Sella Ciarelli” resterà sempre eterna grazie alla stele dell’artista atriano Ireneo IANNI.
Il monumento, una scultura in bronzo, raffigura il volto della Gloria che, con tenerezza, guarda e avviluppa, con il suo drappo, i simboli dei martiri dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo degli Alpini. È, senza dubbio, una rappresentazione iconografica che compendia mirabilmente i valori etici dell’eroismo e della libertà a cui i nostri martiri si sono ispirati nel momento drammatico della cattura.
Ricordiamo, con onore, che la resistenza opposta a “Bosco Martese”, il 25 settembre 1943, descritta anche da alcune radio del tempo, persino da Radio Londra, ebbe una risonanza così vasta e tale da contribuire ad alimentare lo spirito della Resistenza che si andava destando in ogni angolo della nostra Patria.
Questo combattimento può essere considerato, senza dubbio, come il primo fondamentale episodio della “Resistenza” Italiana.
Per tale evento, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio CIAMPI, con Decreto del 23 giugno 2005, ha conferito la Medaglia d’Oro al Merito Civile all’Amministrazione Provinciale di Teramo.
Va da sé, dunque, che nel grande libro della Resistenza e della lotta di Liberazione in Italia, il primo capitolo narra anche dell’eroismo di Carabinieri e Alpini, che, fino all’estremo sacrificio, non hanno rivelato ove si nascondessero le altre sacche di resistenza partigiane di “Bosco Martese”.
Nel concludere il mio breve intervento, rivolgendomi grato ai familiari tutti degli eroici militari caduti, oggi, qui presenti, sottolineo con forza quanto le virtù militari e civiche dimostrate da questi eroici uomini debbano rappresentare costantemente l’esempio a cui ispirarsi quotidianamente nello spirito di appartenenza alla nostra Istituzione e nel mantenere fede ai valori fondanti della nostra Costituzione, intrisa di libertà e pace tra i popoli.
La guerra che si consuma, da oltre un anno, nel cuore dell’Europa rappresenta, infatti, l’antitesi dei valori testé citati e solo l’esercizio della memoria di simili tragedie potrà evitare che l’uomo continui ad essere lupo per l’altro uomo, rinnegando il diritto basilare alla vita che ci rende davvero liberi. Grazie.”

