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Pineto, l’ex Sindaco denuncia il degrado della città e l’indifferenza dell’amministrazione comunale

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Un pianoforte per rilassarsi dopo l’ennesimo post sui social in cui richiama, vanamente, l’attenzione degli amministratori della città di Pineto, di cui è stato Sindaco per un decennio , per via delle continue foto-denuncia che riceve quotidianamente dai cittadini e dagli imprenditori che si sentono completamente abbandonati. Luciano Monticelli legge uno spartito di musica classica come se leggesse un libro, intento a suonare quel pianoforte che da anni, a insaputa di tutti, rappresenta il modo migliore per scaricare la tensione accumulata durante la giornata, anche adesso che dopo l’esperienza regionale è tornato al suo lavoro in Ferrovie dello Stato. Il cellulare squilla continuamente e dall’altro capo del telefono alcuni residenti della frazione di  Mutignano invocano il sopralluogo per mostrare una situazione non più gestibile, intollerabile, tra cui alcune  strade colabrodo non più percorribili e sistematicamente allagate appena viene giù un po’ d’acqua, con tanto di foto a corredo che lui, inutilmente ci dice, invia al sindaco Robert Verrocchio, ricevendo la solita risposta: “chiamo più tardi ora non posso”. Un “più tardi” indefinito e indefinibile commenta Monticelli, il quale dispone di una galleria fotografica di segnalazioni che riceve ogni santo dì, passando dal sottopasso del quartiere Corfù a quello del Parco della Pace, entrambi molto frequentati specie d’estate, in cui lo stato di degrado è del tutto evidente con scritte e immagini indecenti. “Nonostante ripetute segnalazioni-spiega Monticelli- nessun intervento da parte dell’Amministrazione Comunale, la quale ignora del tutto la situazione e non si prende la briga di prenderne atto”. Un lassismo totale e ingiustificato- aggiunge Monticelli- che interessa anche la zona industriale della città, cuore pulsante dell’economia dove insistono molte aziende che occupano tanti lavoratori e che, da quanto si vede nelle foto, versa in una squallida condizione di totale disinteresse da parte di chi amministra. “Il quartiere dove si produce, dove si crea lavoro, ricchezza per il territorio e dove si genera un grosso introito per le casse comunali dovute alle Imposte come ad esempio l’IMU. Amministrazione Assente – Impreparata e che sta distruggendo anni e anni di impegno sul territorio” tuona Luciano Monticelli che aggiunge “ come rappresentanti di Italia Viva , come Consiglieri Comunali, come Dirigenti locali di  avevamo messo per iscritto cosa bisognava fare sull’area produttiva, quali erano le strategie, ma siamo rimasti inascoltati” Nei lunghi ed infiniti messaggi al telefono dell’ex consigliere regionale con delega alla cultura, si vedono anche le foto del Distretto Culturale di Scerne, per il quale si era prodigato moltissimo per dare un riferimento alla zona, e le denunce dei cittadini sono chiare, inequivocabili: “il Distretto Culturale, il Centro d’Impegno Sociale vivono sopra e a fianco una discarica. Negli scantinati che erano stati ripuliti e in attesa di lavori (sono 4 anni dalla firma della convenzione per i finanziamenti del teatro) è una discarica con sterco di umani e animali. Topi che girano indisturbati, nei luoghi della cultura e della socialità. Tutto sporco, vetri spaccati, materiale scaricati come in una “discarica” , e tutto il palazzo è pervaso da cattivi odori”  Insomma, c’è ne in abbondanza nel telefono di Monticelli, e di questo  non si lamenta, atteso che ancora molti cittadini vedono in lui, anche se non è neppure consigliere comunale, un riferimento con il quale rapportarsi vista la  totale assenza dell’amministrazione comunale. Se ne fa carico coinvolgendo i consiglieri del suo partito che siedono sui banchi dell’assise comunale ma le interrogazioni, come le richieste protocollate in Municipio il più delle volte vengono del tutto disattese e lui, tutt’altro che rassegnato insiste, invia messaggi, manda e-mail e fax con la speranza che quel “poi ti richiamo” diventi solo un brutto ricordo. Ad oggi dal telefono del sindaco Verrocchio non è mai arrivata quella tanto attesa telefonata, come afferma Monticelli, il quale ci tiene a precisare che il compito  del primo cittadino è quello di ascoltare tutti, ogni singolo abitante, perché tutti pagano le tasse, allo stesso modo e grazie ad esse la macchina comunale dovrebbe funzionare. Non è un fatto personale-conclude l’emerito sindaco-ma una questione di rispetto verso la comunità, la quale, prima o poi presenta il conto, e quando arriva l’ora, può essere molto salato.

 

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