Atri, grande commozione e gioia per la celebrazione della messa a Santa Rita in piazza Acquaviva

Non una semplice festa, ma un abbraccio ideale e forte della città alla Santa che da sempre è conosciuta e riconosciuta come la più amata da popolo atriano e da quanti, in passato e da ultimo, sono partiti anche dai luoghi più lontani per farle dono di una rosa, il fiore che meglio di ogni altro è identificato nella donna e mamma di Roccaporena, frazione di settantatré anime, che approdò nel santuario delle agostiniane di Cascia. Il suo arrivo in piazza Duchi Acquaviva, avvenuto alle 18.30 in punto per la celebrazione all’aperto della santa messa, è stato preceduto dal passaggio per alcune vie del centro storico che dalla Chiesa Santuario conducono nell’imponente e storica sede scelta per il grande incontro con la folta comunità dei fedeli. <<Vedere Santa Rita passare sotto casa- racconta una signora affacciata al balcone della finestra, mi ha fatto piangere di gioia<<.  Lo scorso anno, prosegue la nonna, non avendo la possibilità di uscire perché anziana e ad alto rischio per la forte presenza virale in corso, ho sofferto, tanto e ho pregato davanti all’immagine di Santa Rita che si trova nella mia camera. Come lei altre numerose famiglie hanno atteso, chi al balcone chi sull’uscio della propria casa, il corteo che accompagnava la Santa dei casi impossibili. Un saluto per invocare la sua grazia in questo momento difficile-confessa una mamma che ha avuto il coronavirus- affinché la sua intercessione ci liberi dalla grave situazione in cui si trova il mondo intero. Prego per i giovani-commenta un sacerdote- perché anche con la riapertura delle attività, possano trovare un lavoro e una sistemazione almeno in grado di dare loro dignità e sicurezza economica.  L’attesa nella grande piazza è nell’aria, e si percepisce nella vasta platea dei presenti, tutti seduti rigorosamente sulle sedie poste a distanza di sicurezza dalle prime ore della giornata a cura dei volontari della Protezione Civile. Le voci della Corale D’Onofrio intonano canzoni che fanno da cornice alla cerimonia.  Dietro al grande palco allestito per l’occasione, si scorge un corteo preceduto dal Rettore del Santuario Diocesano, Mons. Antonio Bartolacci, seguito dalla banda musicale di Casoli di Atri , dietro alla quale  una manciata di uomini dal corpo robusto e con addosso un  manto celeste, imbraccia la pesante struttura di legno sulla quale poggia il busto della Santa. Il rito religioso è concelebrato dal cardinale Edoardo Menichelli e dal Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri Mons. Lorenzo Leuzzi, insieme ai molti parroci della città Ducale. Un nutrito numero di chierichetti circonda i due eminenti uomini della Chiesa e la prima fila delle sedie è occupata dalle autorità civili e militari, tra cui il Sindaco Piergiorgio Ferretti, il suo vice Domenico Felicione, il Capo Gabinetto della Prefettura di Teramo, dr.Francesco Baiocco , il Comandante della Compagnia di Giulianova, il tenente colonello Vincenzo Marzo accompagnato dal comandante della stazione carabinieri della città Ducale, il Luogotenente carica speciale Giuseppe Talamo e il comandante della Polizia Locale Alfonso  Osmi. Sotto il grande palco, ai margini dell’imponente struttura, due carabinieri in grande uniforme, a sigillare l’ufficialità della cerimonia e la grande partecipazione dei fedeli che in silenzio e con molta attenzione ascoltano la liturgia dell’emerito vescovo di Ancona, il quale dispensa, ricordando la vita di Santa Rita, un messaggio di conversione al perdono e  al rispetto verso gli altri. Il freddo incombe sugli astanti con l’arrivo della sera ma nessuno, tra i presenti, vuole rinunciare a questa eccezionale atmosfera che si respira dinanzi a quel mantello nero che adorna la Santa che si festeggia. Il rientro in chiesa , a fine cerimonia, è accompagnato da una moltitudine di persone e tra esse, l’infaticabile presidente del comitato festeggiamenti, il cav. Antonio Concetti, da quarant’anni in testa ad una squadra di poche persone come Franco Capanna Piscè e Peppino, sempre fedeli ad una promessa mai svelata di onorare il ricordo di Santa Rita, la cui memoria e fede è impressa nel tempo che avvolge la città e i suoi abitanti dalla  canonizzazione avvenuta 120 anni orsono.

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