Atri, la città pronta a festeggiare la Patrona Santa Reparata. Lunedì la messa con il Vescovo

Sarà una celebrazione sobria con riti solo religiosi quella di domani, lunedì  12 Aprile, giorno in cui nella città Ducale si ricorda la Patrona, Santa Reparata.  Per il secondo anno consecutivo, causa pandemia, nessun evento civile in programma, ,con musica, fuochi d’artificio o bancarelle per le vie del centro storico accompagnate dalle luminarie tanto care ai piccoli. Così come non saranno presenti giochi e altre forme di spasso ai quali i ragazzi e anche gli adulti erano abituati. La festa della Patrona, avrà il suo fulcro centrale nella messa pomeridiana all’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta, celebrata dal Vescovo della Diocesi Teramo-Atri, Mons. Lorenzo Leuzzi, unitamente ai sacerdoti delle varie parrocchie di Atri. La festa patronale di S. Reparata, risalente al XIV secolo, quando la vergine e martire di Cesarea divenne protettrice della città, è un po’ meno sentita di quella di S. Rita,  la Santa degli impossibili, conosciuta in tutto il mondo cattolico,  la quale ha una venerazione straordinaria. A Roma, quasi ogni chiesa, all’ingresso o in altro luogo, ha la statua o il quadro di S. Rita. L’immagine di S. Reparata è un po’ un ago nel pagliaio. Per la collocazione calendariale, S. Reparata non ha la novena, ma il triduo, venerdì, sabato e domenica IIa di Pasqua, “in albis”. Prima del Concilio Vaticano II si diceva, prima domenica dopo Pasqua, oggi tutto il tempo pasquale è considerato, liturgicamente, come l’unico grande giorno della Resurrezione che va dalla domenica di Pasqua fino al suo compimento, la solennità di Pentecoste. Si chiama “in albis”, non per il colore dei paramenti del sacerdote, ma per la veste bianca indossata dai nuovi battezzati la notte di Pasqua, e portata per tutti i giorni dell’ottava, nel corso delle celebrazioni mistagogiche (=conduzione al mistero). La veste veniva deposta in questa domenica e i neofiti riprendevano l’abito normale per tornare alla vita lavorativa e quotidiana. Con il Vescovo concelebrano i Canonici della Concattedrale e i Parroci della Forania. Per alcuni anni è stato l’unico appuntamento solenne dove queste due compagini si incontravano sotto la volta degli evangelisti del Delitio. Il servizio liturgico è prestato dai ministranti della Cattedrale, il piccolo clero guidato dai responsabili adulti. La liturgia è animata dalla corale “Don Giovanni D’Onofrio”, cappella musicale del Duomo. In precedenza era la corale “San Francesco” a prestare il servizio del canto. Con il passaggio all’altra riva degli storici cantori e con l’età non più giovanissima degli stessi, l’indimenticabile Don Giovanni volle rimpolpare la schola. S. Reparata era uno dei tre appuntamenti annuali del coro in Cattedrale per l’animazione della S. Messa, gli altri due erano e sono, la solennità dell’Immacolata Concezione e l’ultimo giorno dell’anno civile. Non inseriamo la liturgia del Venerdì Santo, perché non è una Messa, ma la celebrazione della Passione del Signore.

 

 

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