Giampiero Margiovanni è nato ad Atri nel 1990 e vive nella piccola frazione di Treciminiere. Si iscrive al Liceo Artistico di Pescara “G. Misticoni”, che abbandona al terzo anno quando decide di trasferirsi al Liceo Linguistico “A. Zoli” di Atri per approfondire lo studio delle lingue straniere. Inizia a scrivere i primi testi nel 2009, ma solo dopo tre anni pubblica la raccolta di poesie “Le punte del cerchio” con cui si classifica tra i finalisti del Premio Penne 2012 per la sezione Opera Prima. Nel 2013 si laurea in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale. Nel 2014 pubblica la sua seconda raccolta di poesie “Il dionisiaco rovesciato”. Tra il 2012 e il 2016 partecipa a diversi concorsi letterari tra cui il Premio Giovani Autori – Fondazione PescarAbruzzo, Lettera d’Amore, ScriviamoInsieme di Roma, Premio Civitaquana e Incatenàti All’Arte in cui si classifica sempre tra i primi posti. A gennaio 2017 pubblica il suo primo romanzo “I sogni nelle lacrime” per la casa editrice Tabula Fati. In quel secondo vide la spina dorsale del cielo, lo scheletro di chi reggeva l’universo al di là della Terra, le ossa logorate di chi era ormai troppo stanco per dare un altro colpo all’ingranaggio del mondo e fargli compiere un ultimo giro.

 Come nasce l’idea di scrivere un libro che si chiama “Ossa?

“Ossa” è un progetto narrativo nato nel febbraio del 2018. È composto da diciassette racconti, di cui uno che costituiva l’incipit di quello che doveva essere il secondo romanzo  che poi ha avuto un momento di stallo. Nella pausa che ho preso da questo secondo romanzo ho sentito la necessità di creare una sorta di esperienza di scrittura. Ho deciso perciò di “farmi le ossa”, appunto, dando vita a questa raccolta.

Chi sono i protagonisti di questo secondo romanzo?

I protagonisti delle storie narrate sono una manica di personaggi borderline: falliti, serial killer, artisti da strapazzo o in perenne conflitto con sé. Ci sono anche prostitute, trans, pervertiti e ragazzi con disturbi della personalità o alla ricerca della notte perfetta. Ognuno di loro, nel loro mondo e a loro modo, si trova a far fronte a situazioni grottesche e al limite del surreale dalle quali non sempre usciranno vincitori. Sono storie ricche di violenza, sfrenate passioni e mondi immaginari che vanno a formare così lo scheletro di quello che è lo stile di scrittura che mi appartiene.

A che cosa si ispira per scrivere i suoi romanzi?

Sono i dettagli a fare la differenza. Mi piace prendere dei frammenti di ciò che mi capita di vedere e sentire e da lì fare il percorso a ritroso, ritrovarmi poi con una storia nuova, totalmente diversa da quello che c’era all’origine di quel dettaglio, di quel punto di partenza.

Dal 9 al 13 maggio è stato presente  al Salone Internazionale del Libro di Torino. Che cosa ha rappresentato  per lei?

Per me  è stata una  grande opportunità. Un bellissimo punto di partenza per  dare seguito a un progetto importante  come è  il romanzo OSSA. Sicuramente è stata  anche un’opportunità di confronto con i lettori e spero di  aver trovato anche autori interessati alle mie opere e di grande spessore.

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