Discarica di Santa Lucia, una battaglia ancora lontana dall’essere vinta. Mimma Centorame: ora serve unità da parte di tutti

Prima di cantare vittoria vuole aspettare i prossimi e decisivi giorni che vedranno il tema dell’ampliamento della discarica di Santa Lucia di Atri, al centro della “valutazione dell’impatto ambientale” ,  previsto per domani  30 Settembre a  l’Aquila, questo si decisivo per le sorti della stessa. L’assessora all’ambiente della città ducale , Mimma Centorame, si sente soddisfatta quando apprende che persino l’ufficio della Regione, demandato all’uopo alla valutazione “tecnica” sulla fattibilità del terzo invaso della discarica, esprime parere contrario. Ma conosce i rischi nascosti di una battaglia che  ha ancora  molta strada davanti a se prima di essere definitivamente vinta, e come il male che serpeggia nel corpo malato , prima che sia debellato  occorre che la terapia  non solo sia incisiva e quotidiana, ma soprattutto  portata avanti con grande determinazione e sostegno da parte di tutti. In questo caso il malato che sta rischiando di vedersela brutta è il territorio della comunità atriana e non solo, non confinato nella frazione di Santa Lucia, come molte volte si pensa erroneamente, ma una popolazione ben più vasta che sta lottando per non  ritrovarsi una delle discariche più grosse d’Europa, destinataria di rifiuti  e camion h 24, sette giorni su sette, come un’autostrada della “monnezza” dalla Capitale , e non solo, verso quel piccolo pezzo di terra già fortemente provato da quella esistente. Il “male” non è incurabile se la battaglia contro di esso è fatta da tutti con lo stesso e unico scopo: dire no alla discarica e metterlo in pratica seriamente, con gesti e fatti concreti, specie dal punto di vista politico. Servono  unità, compattezza e chiarezza verso chi invece la vuole fare la discarica, come il Consorzio Piomba Fino, il cui vertice sa che il parere contrario emesso dall’ufficio diretto dal Dr. Franco Gerardini è importante ma non decisivo. Non lo è perché il Consorzio potrebbe rimodulare il progetto, adeguarlo alle richieste avanzate, adattarlo a quanto eventualmente prescritto in futuro. Ecco perché tutte le forze politiche, di maggioranza e minoranza, ad Atri come in Provincia e in Regione, devono uscire allo scoperto, con nome e cognome e dire la propria, una volta e per sempre, con le conseguenti e necessarie attività concerete. La vera forza  di questa battaglia, che Atri non avrebbe mai potuto portare avanti da sola, sia per l’assenza di un consigliere regionale (ahimè) sia per il peso demografico(sempre in decrescita) , va ascritta a Mimma Centorame, la quale, anche con il sostegno della classe politica rappresentata in Consiglio Comunale,  è stata un collante insostituibile, riuscendo a trovare porte aperte in posizioni strategiche e uniti nella stessa direzione, talora anche nei confronti di  chi verso Atri  non aveva una grande simpatia, o peggio  ancora era indifferente per non dire compiacente all’ampliamento  della discarica.  Lei è stata ed è il vero punto comune di convergenza, e nelle associazioni ambientaliste come nelle forze politiche ha aperto un nuovo  varco , una sintesi collegiale e decisiva che ha pesato nelle decisioni prese sino ad oggi a favore della tutela di questa comunità. Adesso arriva il momento di unirsi più che mai e lottare insieme nella stessa e unica strada intrapresa  sino ad oggi, senza cadere in tentazioni varie o restare nel campo dell’ambiguità.  Se vittoria sarà è bene che la collettività sappia da subito chi ha fatto qualcosa nel vero senso della parola per evitare il male, e chi invece, è salito sul carro del vincitore solo a cose fatte, magari intestandosene la paternità. Quando si esce indenni da un male, il malato ringrazia i medici che lo hanno salvato, ma stringe forte a sé la mano di chi non lo ha fatto sentire solo, abbandonato a se stesso e all’incerto destino. E’ giunto il momento di contare le mani di chi non vuole abbandonare Atri a sé stessa.

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