Realizzare una pavimentazione in calcestruzzo armato rigato su quei sentieri, ancorchè colorata, si pone al di fuori di ogni sensato intervento di ingegneria naturalistica, seppure animata dall’intento di rendere fruibile il percorso anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria.
La Legge Regionale n. 38 del 21 giugno 1996, concludono gli esponenti di Atri Civica, tutela l’applicazione di metodi di gestione all’nterno dell’area protetta definendo il “modus operandi” e ribadendo che la priorità riguarda l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica e rigidi principi di ecocompatibilità.
Riteniamo che, per conservare i valori scenici e panoramici, nonché salvaguardare i valori naturalistico-ambientali della Riserva, i tratti di pavimentazione in calcestruzzo esistenti vadano eliminati e la pavimentazione del percorso debba essere realizzata con tecniche di migliore inserimento paesaggistico.
