Ancora polemiche sull’ospedale San Liberatore di Atri. “Polemiche sterili, strumentali, ma soprattutto senza fondamento” come le definisce il consigliere regionale Luciano Monticelli, che, carte alla mano, rimanda dunque tutto al mittente. Oggetto delle critiche, questa volta, il Laboratorio di Medicina Nucleare del nosocomio atriano che, secondo il segretario provinciale della Uil Funzione Pubblica, Alfiero Antonio Di Giammartino, sarebbe stato addirittura chiuso. “Non capisco assolutamente il perché di questo inutile allarmismo – controbatte Monticelli –. Parliamo infatti di un servizio che, ad oggi, continua a essere garantito, in linea con gli anni passati. E, perché nessuno abbia più dubbi, vi comunico i dati del 2017”.
Si attestano infatti, come confrontato con il dottor Franco Di Gaetano, Direttore del Dipartimento dei Servizi, a 2.769 gli esami relativi alla medicina nucleare effettuati nell’anno appena trascorso. “Un numero – continua il consigliere regionale – che testimonia come non si stia affatto parlando di chiusura. Al contrario. Le analisi in oggetto vengono ad oggi effettuate dal Laboratorio Analisi del San Liberatore che, dunque, ha incorporato un servizio dedicato alla medicina nucleare, ma che comunque viene assicurato. Si tratta di una scelta aziendale strategica e pensata, un’operazione ben fatta, perché, attraverso una metodologia diversa, più moderna, viene assicurato un minore impatto ambientale. Soprattutto, è una scelta che ha permesso di preservare posti di lavoro e di non penalizzare, di fatto, i pazienti, che continuano comunque a usufruire del servizio”.
